L’importante è…partire!

Pronti, partenza, via… Sono ormai alcuni giorni che questo travel blog attende impazientemente il primo vero post. Eccolo accontentato, sebbene mi sia costato non pochi dubbi: da dove cominciare?! Alla fine non ho potuto resistere alla tentazione di raccontare un pezzettino di Bretagna, una regione che mi è rimasta così profondamente nel cuore da continuare, ancora oggi, a sognare di vivere proprio là, in uno sperdutissimo villaggio circondato solo da mare, pescatori e bassa marea.

La sorpresa più grande ce l’ha riservata il Finistère, l’ultimo département français prima dell’Oceano. Sarà che in qualche modo ci aspettavamo un’avventura… in effetti avevamo appena lasciato un tetto sicuro sopra la testa nella bella e giovane Rennes per una capanna. Non esagero, una vera e propria capanna in legno nel campeggio di Châteaulin, tipico villaggio bretone e uno dei posti più piovosi d’Europa, anche ad agosto.

Quello che ci aspetta supera, però di gran lunga le nostre aspettative. Secondo l’autentico spirito on the road, si parte alla scoperta della Presqu’île de Crozonpromontorio roccioso nel Parc Naturel Régional d’Armorique che si protende nell’Oceano, punteggiato di villaggi di casette in pietra. Sottolineerei la finezza linguistica francese… non la chiamano penisola, ma “quasi-isola” di Crozon… diplomatici e geniali!

L’unica strada che attraversa questo territorio si snoda all’interno di una natura a dir poco selvaggia interrotta solo qua e là da alcuni minuscoli paesi, che quasi disorientano i pochi viaggiatori giunti fin qui. Siamo in Francia, l’aristocratica ed elegante Francia, o siamo stati rapidamente catapultati a metà strada tra un villaggio della Cornovaglia ed un borgo dal sapore latino?! Saranno le nuvole basse e grigie o il gelido e fortissimo vento sulla cima della collina del Ménez-Hom o ancora le distese di erika fiorita…

Il tutto completato dai pittoreschi centri di Crozon, Morgat e soprattutto Camaret-sur-Mer, l’ultimo pacifico villaggio della penisola. È proprio qui che ai prati della brughiera si sostituiscono bianchissime spiagge di sabbia, paradiso dei surfisti europei, alternate ad alte scogliere a strapiombo nel mare di un blu cristallino.

La ciliegina sulla torta ce la mette il mio posto preferito: Pointe de Pen-Hir. A prima vista il classico promontorio delimitato da scogliere a picco sul mare… beh, spero di averne molte altre di “prime viste” del genere! Ovunque si volga lo sguardo compaiono rocce che si tuffano in questo mare irrequieto, scogli e “scoglietti” che si inseguono l’un l’altro e bianchi fari che scrutano l’orizzonte.

Che ne dici caro Friedrich?!
Che ne dici caro Friedrich?!

All’improvviso mi sono tornate alla mente le parole della mia prof di arte al liceo… mai capito cosa cavolo fosse quel tanto citato “sublime romantico”! E poi eccolo lì… terrore, smarrimento e frustrazione ma al tempo stesso attrazione e grande fascino. Beh, caro Friedrich se avessi visto questo spettacolo…. altro che Viandante sul mare di nebbia!!

Cos’altro aggiungere?! In realtà moltissimo, perché il più bel souvenir che mi son portata a casa dalla Bretagna è proprio la sua grande ricchezza e complessità. Non solo natura da mozzare il fiato, ma la continua scoperta di una cultura, quella celtica, antica come il mondo… musica, balli, cucina ed addirittura una lingua propria, che i bretoni hanno difeso a denti stretti fino ad oggi, quando può finalmente trionfare su tutti i cartelli stradali, rigorosamente bilingui. Imparentata con le lingue anglosassoni ed irlandesi, fu proibita dal governo francese dopo la Rivoluzione, vietandone l’insegnamento nelle scuole. Ma questi “testoni” francesi non se sono certo dimenticati ed oggi, se vi trovate nel centro di Rennes, capoluogo della regione, circondati da un gruppo di giovani studenti e pensate di non capire un’acca di quello che dicono… tranquilli, stanno solo rafforzando la propria identità bretone, che sinceramente un po’ gli invidio.

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

3 thoughts on “L’importante è…partire!

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