Appunti (ancora) molto disordinati da Capo Nord

Un frullatore. La mia testa, da quando sono scesa dal nostro aereo di ritorno da Stoccolma, si è trasformata in un frullatore.

In questi primi giorni le domande sono state moltissime:

Come è stato?! E’ andato tutto bene? Qual è la cosa più bella che avete visto?? Faceva freddo, vero!?

Così tante, che mi sono ritrovata più volte a raccontare migliaia di frammenti di questo viaggio, che per molti… e devo dire anche per noi… ha qualcosa di simile all’avventura, un non-so-che di mitico, quasi quasi leggendario. Ma la verità è che ancora non ho realizzato fino in fondo cosa sia successo in questi 13 giorni al Nord. Le immagini dei paesaggi incredibili attraversati si stanno ancora frullando con i pensieri, le riflessioni che ci siamo portati a casa , senza limiti di peso o dimensioni per fortuna! Questa volta più che mai, ci vorrà un po’ di tempo per ordinare le idee, le foto, le sensazioni che 6.500 km on the road ti lasciano sulle spalle… oltre al mal di schiena e quella strana allergia alla bevanda marrone servita in bicchieroni da mezzo litro, che lassù si ostinano a chiamare Kaffe!

Come per fissare dei bei punti fermi, inizierò, allora, a raccontare questo viaggio attraverso 3 paroline magiche, 3 fermo-immagine di un’incredibile corsa verso il punto più a Nord d’Europa! …sì, lo so che geograficamente non lo è esattamente, ma se vi dicessi che sono quasi arrivata a Knivskjellodden (che per la cronaca è la penisola 300 m più a nord di Nordkapp) sarei altrettanto chiara?!

SPAZIO

In cinque anni di lezioni e libri, dentro e fuori la facoltà di Architettura, ne ho sentite tante ma tante di definizioni di “spazio”…. e chi l’avrebbe mai detto che per capire davvero cosa sia bastava, per modo di dire, farsi un giretto in quel della Scandinavia! Eh sì, perché quando la mattina ti affacci alla porta della tua casetta di legno, in uno degli innumerevoli campeggi norvegesi, ed il tuo sguardo spazia ovunque, venendo fermato solo dalle pendici di una montagna lì a destra ed una collinetta giù là in fondo a sinistra: ecco, questo “niente” traboccante di tutte le sfumature di verde e blu, risonante di tutti rumori del vento, del mare e di non so quanti diversi uccelli… beh, questo è sicuramente lo “spazio” più degno di questo nome!

In Norvegia, Finlandia e nel nord della Svezia le distanze sono immensamente dilatate. Tra un villaggio e l’altro, tra un fiordo e il successivo, così come tra una qualsiasi forma di vita prima di incontrarne un’altra… si percorrono distese di boschi e foreste, si costeggiano innumerevoli laghi, si “scalano” altopiani in successione. In poche parole, si passano ore attraversando spazi… vuoti avrei detto prima di partire, in realtà così carichi di vita e bellezza.

LUCE

Beh, sì sapevo che lassù la questione luce è abbastanza singolare per chiunque abiti in condizioni di illuminazione equilibrate. Sapevo anche che andandoci ad agosto non avrei sperimentato né il “sole di mezzanotte” né la fantasmagorica aurora boreale… insomma, ero preparata ad un po’ più di luce del solito, ma niente di trascendentale!

Ed in effetti è andata così, armata di mascherina non ho faticato ad addormentarmi nemmeno nel campeggio più sperduto delle isole Vesterålen di cui sopra… però, pensandoci bene nel cielo semi-buio di Bodø, in attesa del traghetto per le Lofoten e con il naso all’insù, qualche scia luminosa l’abbiamo vista ed abbiamo sperato con tutte le nostre forze che si trattasse di una timida “aurorina boreale”. E quella stessa notte verso le 4.30, appena prima che proprio quel traghetto attraccasse a Moskenes, quando i nostri occhi si sono riaperti dopo un sonnellino ben poco ristoratore si sono trovati di fronte l’imponente profilo nerissimo delle isole, stampato sul cielo più incredibile mai visto, con tutte le sfumature del rosso-arancio-giallo. Insomma, il sole era ancora lì… solo poco più in là, ma si faceva sentire ancora per bene!

STRADA

Viaggiare on the road in Norvegia può voler dire molte cose.

Innanzitutto, per la maggior parte del tempo significa avere di fronte a sé una perfetta prospettiva centrale, con tutte le linee del paesaggio che convergono verso quel punto di fuga, là molto vicino all’infinito, proprio dove devi arrivare entro sera! Vuol dire anche ammirare e godere di tutto quel ben di Dio con moltissima calma, perché i Norvegesi non amano la velocità e rispettano con grandissimo senso civico i limiti di velocità, incredibilmente bassi ovunque…

“Strada” in Norvegia vuol dire, anche, “incontri”. Incontri di tutti i tipi: simpatiche renne che fanno la loro passeggiata domenicale proprio lungo la E6, la Strada Artica, in poche parole l’unica strada che porta verso nord… non proprio l’ultimo vialetto qualunque! Poco più in là incontri poi tutta una serie di ragazzini infreddoliti, che a gruppetti di due o tre aspettano il pullman per la scuola, nella fredda nebbiolina mattutina a fianco di un rigoglioso campo di fragole (sì, le fragole in Norvegia sono diffusissime e anche ottime!). E poi, più ti avvicini alla meta aumentano sul ciglio della strada quelli che a Capo Nord ci vogliono arrivare saltando da una macchina all’altra, solo con uno zaino sulle spalle e tante storie da raccontare. Se poi ti capita di darlo tu uno di quei passaggi, ti ritroverai a parlare un po’ in italiano, un po’ in francese e un po’ in inglese con qualcuno che per almeno altri 2 o 3 mesi non ha nessuna voglia di tornare a casa, mentre muore dalla curiosità di andare a conoscere some Sami people il giorno successivo. E allora non resta che salutarsi, magari così…

Buon viaggio hermano querido e buon cammino ovunque tu vada

forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada.

La strada, Modena City Ramblers

E dopo tante parole vi lascio con la galleria delle mie #unafotoalgiorno, una sorta di diario per immagini di questo viaggio… nell’attesa di raccontarvelo nuovamente con le idee più chiare e molte molte più immagini!

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

6 thoughts on “Appunti (ancora) molto disordinati da Capo Nord

  1. Bellissimo post, Mariagiulia! Hai ragione! Concordo sulle tre paroli chiave pur non essendo andata
    cosi a Nord come voi, la luce, lo spazio e la strada ( il senso civico incontrato ci ha impressionati)
    sono molto rappresentativi della Scandinavia. Spero di continuare a leggerti! Martine

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    1. Grazie Martine! Ho notato che anche voi quest’anno avete scelto il Nord… era da tanto che lo inseguivamo ed è stato bellissimo, al di sopra delle aspettative!
      Spero anch’io che continuerai a farlo e anche a suggerire, come sempre hai fatto, ottimi spunti di vita!

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  2. […] O almeno, a me succede così: si possono avere delle gran belle intuizioni, ma quando ti accorgi che anche qualcun altro è stato illuminato dalla stessa lampadina di Archimede… beh, sono soddisfazioni! È quello che è successo con il tag #unafotoalgiorno, che io vi avevo proposto per raccontarvi in presa diretta la nostra #roadtoCapoNord, il fantastico viaggio di questa estate tra Norvegia, Finlandia e Svezia. Giorno per giorno, ho scelto una fotografia per provare a trasmettere le sensazioni incredibili della nostra corsa verso nord… E poi le ho raccolte tutte in una galleria, una sorta di caleidoscopio di emozioni e ricordi del nostri 13 giorni on the road! […]

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