#sapevate che… I cugini timidi dei Pizzoccheri

Oggi inauguro con questo post la mia prima rubrica mensile…ovvero, per una volta al mese dedicherò un articolo ad una curiosità, più o meno sconosciuta, portata a casa da qualche viaggio! Proprio perché viaggiamo soprattutto per conoscere un pezzettino di mondo in più… beh, come si fa a non tornare da un viaggio con qualche aneddoto-rivelazione da raccontare a chiunque si dimostri interessato?! Funziona anche come salva-serata in caso di compagnia particolarmente a corto di argomenti… in fondo lo diceva anche qualche pubblicità di siti di viaggio:

Chi viaggia ha sempre qualcosa da raccontare!

Ogni mese, quindi, anche grazie alle idee di Andrea, vero ideatore di questa rubrica, preparatevi a scoprire qualcosa di nuovo, divertente e curioso da qualche parte del mondo a noi conosciuto! E quindi partiamo….

Prima fermata di questo viaggio curioso: la Valchiavenna, una delle valli trasversali che si innestano sulla vallata principale della Valtellina e che se percorsa interamente collega la cima del Lago di Como alla Svizzera passando per il Passo dello Spluga. Siamo chiaramente in Lombardia, a poco più di 100km a nord di Milano… ma vi assicuro che qui vi sentirete già perfettamente immersi nella natura tra innumerevoli tesori, sia ambientali e paesaggistici che culturali ed enogastronomici!
La Valtellina è, infatti, estremamente ricercata per la sua bellezza dagli amanti della natura e della montagna, così come da sportivi alla caccia di qualsiasi tipo di attività da fare all’aria aperta in qualsiasi stagione dell’anno, ma anche dagli amanti del relax e del benessere data l’alta concentrazione di centri termali di altissimo livello. Senza tralasciare però la ricchezza di borghi storici, la ricca tradizione culturale e, last but not least, la fantastica offerta di meraviglie alimentari!

Eh sì, perché vuoi mettere dopo una giornata di sci sulle piste di Bormio o Livigno o in sella ad una bicicletta tra le strade storiche del ciclismo come il Mortirolo o il Passo Gavia, ma anche dopo un’intensa sessione rigenerante alle terme… beh, vuoi mettere una cena a base di prodotti e vino locali?! Dico solo: formaggi come il Casera ed il Bitto, la fantastica bresaola valtellinese, gli Sciatt, tocchetti di formaggio filante impastellati con farina di grano saraceno e poi fritti, le mele coltivate nel fondovalle, vini come l’Inferno, il Rosso di Valtellina  ed il Sassella… Vi giuro che potrei andare avanti ancora, fino ad arrivare a loro, i sontuosi Pizzoccheri, locale formato di pasta corta fresca fatta con una prevalenza di farina di grano saraceno conditi con una generosa – generosissima- quantità di burro fuso nel quale vengono soffritti aglio e salvia, formaggio locale sciolto, patate lessate e verze. Insomma, se li conoscete so che vi starete già leccando i baffi… a me fanno l’effetto di aprire una voragine nello stomaco anche al solo pensiero! E se non li conoscete, beh programmate una scappata a Teglio, luogo di nascita e vera e propria patria del Pizzocchero…hanno pure l’Accademia!

Insomma, come avrete capito, oltre ad essere estremamente golosa, sono un’autentica fan. Avendo, inoltre, la fortuna di abitare discretamente a portata di pizzocchero, la gita in Valtellina con conseguente degustazione del menu tipico a base del magnifico trio Bresaola-Sciatt-Pizzoccheri è una ricorrenza fissa del nostro autunno/inverno! (e la / non sta per “o uno o l’altro”!!!) Da veri e propri veterani, io e Andrea, che quando c’è da mangiare bene è in prima fila, abbiamo ormai il nostro ristorante -spacciatore di pizzoccheri- preferito, dove servono dei pizzoccheri spaziali direttamente dalla pirofila formato famiglia, dove ancora stanno nuotando nel burro dorato… sì, non è per i deboli di cuore, ma vi assicuro che poche altre cose regalano questa estasi!

Ecco, immaginate la mia espressione stupita quando sono venuta a conoscenza dell’esistenza di un’altro componente della famiglia “Pizzoccheri”: in Valchiavenna, infatti, risiedono da tempo immemore dei cugini, un po’ più riservati e timidi, che condividono però la stessa passione per burro, salvia e formaggio, pur non amando invece la verza! Si tratta di gnocchetti bianchi, dalla forma e dalle dimensioni piuttosto irregolari, a testimonianza dell’artigianalità della preparazione; la farina usata in questo caso è quella bianca e l’impasto viene reso ulteriormente morbido con l’aggiunta di pane raffermo ammollato nel latte. Una volta formati i gnocchetti, vengono lessati e poi conditi con abbondante formaggio, patate lessate, burro e salvia soffritta…una bomba!

Bene, non c’è voluto molto per partire alla loro scoperta: la prima domenica decisamente autunnale della stagione è l’occasione ideale per raggiungere la Valchiavenna e concederci un ricchissimo pranzo tipico in uno dei crotti della zona, anfratti naturali che ricavati dai resti di antiche frane e da sempre utilizzati per la conservazione dei prodotti tipici come insaccati e bresaola, formaggi e vino, e che ora ospitano ristoranti ed osterie.
Noi abbiamo scelto il Crotto Ghiggi, a Villa di Chiavenna, nella vallata che da Chiavenna conduce in direzione di St. Moritz, in Svizzera. Il crotto originario ospita oggi il negozi di prodotti tipici e mantiene il fascino originario, mentre al piano superiore un’ampia sala accoglie il ristorante. Noi abbiamo optato per il comodissimo “Menu tipico”, che racchiudeva già al suo interno tutti i motivi della nostra visita: bresaola, pizzoccheri/gnocchetti bianchi, con aggiunta di un secondo con formaggi tipici, dolce artigianale, vino e caffè! Inutile dire che siamo usciti quasi rotolando, ma molto soddisfatti della nostra scoperta: i pizzoccheri della Valchiavenna sono deliziosi, mantengono il gusto tipico dei cugini valtellinesi ed introducono una consistenza nuova e molto gustosa!

Per facilitare la digestione non posso che consigliare una tranquilla passeggiata nel centro storico di Chiavenna, molto caratteristico e vivace. La città infatti sorge a cavallo del fiume Mera, attraversato da numerosi ponti storici in pietra; il centro è arricchito da palazzi antichi e piccole piazzette intime e romantiche. L’atmosfera è estremamente rilassata e piacevole, soprattutto se come noi azzeccherete il “Dì della brisaola”, evento dedicato a questo prodotto tipico del territorio attraverso l’esposizione dei produttori locali ed impreziosito dalle esibizioni itineranti nel centro cittadino delle Guggenband svizzere, gruppi di musicisti di archi e percussioni che con molta allegria e un pizzico di follia si dedicano all’esecuzione di brani chiassosi e divertenti!

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

6 thoughts on “#sapevate che… I cugini timidi dei Pizzoccheri

  1. […] Altrettanto vicina e forse non sufficientemente nota come meriterebbe, il quarto posto è occupato dalla Valchiavenna, costola della Valtellina situata proprio in corrispondenza della punta del Lago di Como. Alte vette fanno da cornice a un fondovalle estremamente rilassante e piacevole, vasti prati si alternano ai paesi di dimensioni sempre contenute, fino a Chiavenna, capoluogo della valle e meraviglioso villaggio dalla storia molto antica, di cui vi ho già raccontato qui… […]

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