La diga del Vajont: cosa leggere ed ascoltare

Viaggiare, per me, è sempre occasione di scoprire, scovare storie e aneddoti legati ai luoghi visitati, conoscere tradizioni e curiosità locali… amo soprattutto arricchire l’esperienza del viaggio attraverso libri, musica e film inerenti: trovo che siano un mezzo meraviglioso per prepararsi alla partenze e non perdersi nulla durante il viaggio.
Diciamo che solitamente, una volta scelta la meta, comincia la fase di ricerca di romanzi, tracce musicali e quant’altro per completare il quadro di partenza… Altre volte, invece, sono proprio i libri, le storie ascoltate da qualche parte o dei film a far nascere la curiosità e l’ispirazione per un viaggio.

E questo è quello che è successo dal momento in cui sono stata rapita dalle parole e dal racconto di Marco Paolini, uno strepitoso autore ed attore teatrale, ne Il racconto del Vajont – conosciuto anche come Vajont 9 ottobre ’63 – Orazione civile. Si tratta di un monologo durante il quale vengono raccontati tutti gli eventi che portarono prima alla costruzione dell’omonima diga, nel punto in cui il torrente Vajont, proveniente della Val Cellina, si affaccia sulla valle del Piave in prossimità del paese di Longarone, in provincia di Belluno, fino alla disastrosa frana del 9 ottobre 1963 che provocò l’esondazione del bacino artificiale creatosi e la conseguente distruzione dei paesi nella valle e la morte di quasi duemila persone. Lo spettacolo venne portato in scena, in occasione del trentaquattresimo anniversario del disastro, direttamente presso la diga, all’aria aperta e quindi a diretto contatto con il reale scenario della tragica vicenda. La carica emotiva del racconto ne risulta chiaramente enfatizzata, così come la chiarezza e la forza espressiva di Paolini riescono a trasportarti proprio lì, sulla cima di quella diga che beffardamente è rimasta in piedi e tuttora scruta dall’alto la valle del Piave e Longarone stessa, vittime della furia dell’acqua, ma anche delle decisioni e degli errori degli uomini.

Duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia cascano nel lago dietro alla diga e sollevano un’onda di cinquanta milioni di metri cubi. […] Solo la metà scavalca di là della diga, solo venticinque milioni di metri cubi d’acqua… Ma è più che sufficiente a spazzare via dalla faccia della terra cinque paesi: Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè. Duemila i morti.

Marco Paolini, Il racconto del Vajont

Il racconto di Paolini, infatti, intende proprio esplicitare tutte le decisioni prese in modo assolutamente consapevole da parte di chi volle la costruzione della diga, nella convinzione di poter creare il più grande bacino artificiale per la produzione di energia elettrica, anche a costo di stravolgere l’ambiente e la vita locale tramite l’espropriazione di tutti i terreni di proprietà degli abitanti dei piccoli paesi di Erto e Casso proprio per poter creare il bacino. Descrive le impressioni e le paure di chi a Erto, Casso e Longarone ci abitava e, mentre il bacino veniva riempito fino oltre il limite inizialmente stabilito, cominciava a sentire dei sinistri rumori provenienti dalla montagna, ma anche gli studi di esperti, come il geologo Müller, che avevano previsto e dimostrato gli effetti che tale operazione avrebbe potuto provocare…

Insomma, non voglio raccontarvela tutta io la storia perché le parole e le emozioni di Marco Paolini meritano davvero… vi consiglio di prendervi un bel pomeriggio, una buona tazza di tè fumante, tutta la vostra curiosità e di ascoltarlo qui…

71u055sNq0LMa non finisce qui, perché quando trovi qualcuno che le storie sa raccontarle così bene non puoi che venire
coinvolto e voler approfondire sempre di più…
Sono andata in libreria e ho comprato proprio il libro dal quale Paolini ha potuto costruire la sua narrazione, Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont scritto da Tina Merlin, una donna incredibile. Una che quel territorio lo conosceva bene, nonostante l’avesse lasciato per lavorare come giornalista a Milano, una che ha avuto il coraggio di dare voce alle denunce degli abitanti di Erto e Casso e di portare avanti una vera e propria indagine sulla verità della costruzione della diga. Il racconto assume molto spesso le caratteristiche di un vero e proprio reportage giornalistico, racconta con estrema precisione tutti i fatti, senza aver mai paura di dire e sollevare questioni politicamente scorrette… chiaramente all’epoca le parole di Tina suonarono molto scomode e gli organi di stampa difficilmente riuscirono a darle spazio, ma oggi hanno il fastidioso suono del rimprovero!
La narrazione di Tina procede come un diario, scandendo giorno per giorno gli attimi prima della tragedia e prosegue poi, rivelando anche il dopo, il momento più doloroso, ma soprattutto con l’intento di non far cadere il silenzio su una vicenda talmente torbida e vergognosa.

Beh, che dire di più… penso che se ascolterete le parole di Paolini e di Tina sentirete, come me, la necessità di vedere, conoscere, vivere di persona quei luoghi. Io a Longarone sono andata, ve ne ho parlato qui… e vi assicuro che lascia il segno.

 


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

Annunci

Published by

Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...