Terme di San Pellegrino: un tuffo nella Belle Epoque

Metti due amiche, un pomeriggio quasi estivo di novembre (?!) e uno degli impianti termali più affascinanti della Lombardia… la perfezione!

E soprattutto se puoi regalarti tutto questo a davvero due passi da casa, in una località con una storia molto antica e nobile ed un fascino che tutt’oggi rimane a mio parere completamente immutato. Sto parlando di San Pellegrino Terme, il principale centro di una delle valli che si protende nelle Prealpi Orobiche alle spalle di Bergamo, la Val Brembana. Probabilmente alle orecchie di molti, questo nome ricorderà immediatamente una delle marche di acqua e bibite largamente diffusa sia in Italia che esportata all’estero… ho bevuto dell’acqua frizzante San Pellegrino ad Istanbul come nelle lande desolate norvegesi!!!

Ma la fama di questa cittadina non può fermarsi lì, sebbene anche in questa storia sia nuovamente l’acqua la vera protagonista.
San Pellegrino ha origini davvero molto lontane e già a partire dall’Alto Medioevo si hanno notizie della presenza in questo territorio di Fonti dalle proprietà benefiche, addirittura Leonardo da Vinci se le annota sul proprio taccuino di viaggio!! È solo dalla metà dell’Ottocento, però, che le qualità terapeutiche dell’acqua vengono sfruttate: nel 1848, infatti, due importanti famiglie della città, proprietarie di due delle sorgenti, aprono i primi stabilimenti termali, uno contiguo all’altro, dando così avvio al futuro glorioso di San Pellegrino che vedrà, nei primi decenni del 1900, uno sviluppo economico e turistico senza precedenti per questo territorio montano, inizialmente legato solo all’agricoltura e alla pastorizia.

Nel 1901 viene inaugurato lo Stabilimento dei Bagni e la sala delle Bibite in un’elegante struttura in stile liberty, con corridoi e saloni decorati con affreschi pompeiani molto elaborati.  L’afflusso di notevoli capitali consentì alla città di raggiungere in pochi anni una nuova importante realtà: negli anni immediatamente successivi si assiste ad un notevole rinnovamento urbanistico e alla costruzione di imponenti strutture turistiche come il Grand Hotel e il Casinò, realizzato proprio a fianco dello stabilimento termale. La costruzione della Ferrovia della Val Brembana assicura, inoltre, un notevole afflusso di turisti e personalità illustri, come la regina Margherita di Savoia ed il poeta Giosuè Carducci, facendo di San Pellegrino uno dei centri della cultura, dell’arte e della vita mondana di inizio secolo, la fantomatica Belle Epoque.

La chiusura del Casinò nel 1917, la guerra, il fascismo e poi gli avanzamenti della medicina segnarono progressivamente il declino del centro termale bergamasco con la conseguente chiusura delle importanti strutture ricettive che avevano segnato il periodo più florido di San Pellegrino.
L’immagine dell’abbandonato Grand Hotel ha sempre molto colpito la mia immaginazione di bambina, che la domenica spesso lo osservava dal finestrino della macchina sulla strada per una passeggiata in montagna. Ho sempre immaginato storie di paura e mistero tra quelle migliaia di stanze ormai vuote, ce un tempo avevano visto lo sfarzo più assoluto e mi ha sempre messo molta nostalgia scrutare quel “gigante stanco ed addormentato”, forse nell’attesa di una nuova vita…

Beh, negli ultimi anni qualcosa a San Pellegrino è cambiato… il Casinò, in seguito ad un importante intervento di restauro, ha ricominciato ad ospitare eventi culturali, musicali e teatrali; il Grand Hotel ha subito un primo restyling esterno e resta in attesa di una nuova destinazione; l’impianto termale ha ripreso vita… e che vita!!
Il gruppo QC Terme, che già gestisce alcuni degli impianti termali più meravigliosi d’Italia come i Bagni Vecchi e Nuovi di Bormio e le Terme di Pré Saint Didier in Valle d’Aosta, ha infatti investito in questo progetto, non solo recuperando l’originario complesso ma implementandolo con un ampliamento dall’anima contemporanea e in linea con uno stile elegante e nobile della San Pellegrino liberty!

Ed eccoci a sabato… era decisamente un bel po’ di tempo che aspettavo di provare questo complesso termale, ne avevo sentito parlare decisamente bene ed ero molto curiosa di capire se ne valesse realmente la pena. L’occasione è stata un Aperiterme, ovvero un ingresso serale – dalle 17.30 fino, volendo, alla chiusura a mezzanotte – ed un aperitivo di prodotti locali, offerto nella meravigliosa Sala delle Bibite perfettamente ristrutturata.

Il giudizio?! Favoloso, sotto tutti i punti di vista… Sinceramente, non mi aspettavo di rimanere così ben impressionata dall’esperienza: il percorso termale è veramente completo e vasto, offrendo possibilità per chiunque strutturandosi in innumerevoli vasche all’aperto panoramiche ed indoor, idromassaggi di tutti i tipo, cascate e percorsi Kneipp, docce emozionali, stanza del sale, bagni di vapore dai profumi inebrianti, saune a profusione, salottini e stanze relax a tema, romantici focolari all’aperto, docce Vichy – se come me, prima di provarle, non sapete cosa siano, vi consiglio di andarvele a cercale perché sono tra le cose più libidinose al mondo! -… e potrei continuare per ore!
A tutto questo si aggiunge il fascino di poter camminare, rigorosamente in candidi accappatoi, negli eleganti corridoi e saloni dell’edificio liberty originario, tra i quali spicca sicuramente l’orangerie, ovvero il giardino d’inverno dove tuttora sono disposti degli aranci fioriti che emanano una fragranza unica ed avvolgente!

Ora non voglio scadere nella pubblicità da fan, quale sono effettivamente diventata dopo l’esperienza di sabato!!!… ma il mio consiglio è quello di provarle, meritano davvero una visita! E per completare la giornata ci si può godere il centro di San Pellegrino, il lungo fiume e le eleganti testimonianze della Belle Epoque, oltre che gustarsi un ottimo caffè ed i famosi Biscotti di San Pellegrino prodotti dal 1934 secondo la ricetta originale e segreta dalla pasticceria ed hotel Bigio, una chicca dal sapore semplice ma irresistibile di burro e zucchero!

Per informazioni sulle terme, visitate questo sito….e sbizzarritevi per la vostra esperienza di benessere!!


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

Le fotografie storiche sono tratte dall’archivio San Pellegrino, scatti di un’epoca che potete ammirare nella sua completezza qui

 

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

2 thoughts on “Terme di San Pellegrino: un tuffo nella Belle Epoque

  1. Vado in vacanza da quando sono bambina in Val Brembana e conosco bene San Pellegrino ma, da non amante delle terme in generale, non le ho mai visitate! Però sembrano davvero ricche ed articolate!

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