Berlino in (solo?!) 3 parole…

Un anno fa proprio in questo periodo cominciavo ad avventurarmi in una conoscenza davvero unica ed interessante… quella fase in cui superi le idee iniziali e cominci a sviscerare i lati più nascosti e profondi, quando la curiosità cresce a dismisura e vorresti solo trovarti faccia a faccia per dire: “eccomi, finalmente ci possiamo conoscere ed incontrare!”

Berlino per me ha significato proprio tutto questo… è da sempre stata un mio pallino, un’idea fissa che non sai bene per quale motivo ma ritorna sempre tra i desideri, insomma, occupava uno dei posti d’onore della mia travel bucket list!
Potrei facilmente dare la colpa di tutto questo interesse alle lezioni di tedesco del liceo, ai film e ai libri letti su vari argomenti legati alla storia di questa città… ma anche al fatto che se nasci nel 1989 ti senti un po’ legata a tutti gli eventi che hanno decretato la rinascita della capitale tedesca. Poi mettiamoci anche tutti i racconti di chi da Berlino tornava entusiasta, pronto a giurare di essere stato nella capitale del futuro, nella città più giovane d’Europa.

Eppure per me ci è voluto del tempo prima di conoscerla, prima di decidermi a fare quei biglietti aerei e sfidare il gelido vento che spazza Berlino nei primi giorni dell’anno. Pazza, direte voi, ad andarci in pieno inverno… pazza, lo dico anch’io, ma quanta soddisfazione dà un po’ di follia ogni tanto!! E alla fine di questo estenuante ed affascinante “corteggiamento” Berlino è diventata realtà, anche se solo per qualche giorno!

E mi ci è voluto molto tempo anche prima di decidermi a scrivere di Berlino… non perché non avessi cose da dire, anzi! Il fatto è che Berlino è proprio tanta roba, in tutti i sensi: è come un mosaico composto da milioni di minuscole tesserine, che se lo guardi da lontano pensi di aver capito tutto, ma se ti avvicini, fino a quando il tuo naso quasi le sfiora, quelle migliaia di tesserine acquistano significati nuovi ed autonomi. È impossibile parlare di Berlino come di qualsiasi altra città, è assolutamente impensabile ridurla a qualche leggera riflessione e liquidarla con alcune definizioni da cartolina…
Anche se per questa volta inizio solo con 3 parole-chiave, so che scriverò molto di Berlino,  ne sono sicura, perché in questo caso il dono della sintesi non può e non deve funzionare!

MEMORIA

Cos’altro aspettarsi da una città che nell’arco di 50 anni ha visto la storia passare e fermarsi lì innumerevoli volte, è stata nell’occhio del ciclone vedendo sconvolgere qualsiasi cosa, ricostruirla e poi essere messa sottosopra di nuovo?!
L’aspetto che più di tutti mi ha colpito di Berlino è proprio questo: la quantità di cose che questa città ha da dire, ricordare, raccontare e tramandare mantenendo però fisso lo sguardo verso il futuro, verso una nuova definizione di sé. Camminare nelle strade della capitale tedesca equivale costantemente ad un tuffo nella sua storia, non solo perché effettivamente ogni angolo della città è stato testimone di attimi cruciali nella storia moderna, ma soprattutto perché Berlino è una città che non vuole dimenticare e che riconosce la sua identità proprio nella memoria di ciò e di chi è stata!

Ma come, direte voi… Berlino ci è stata venduta come l’emblema della capitale del futuro, come la città nuova e giovane per eccellenza, come la “terra promessa” di chi aveva l’ambizione di una città ideale, lontana dal conformismo e dall’omologazione?! Sicuramente sì, o forse lo è stata ed ora sta già crescendo verso una nuova evoluzione… ma quello che è certo è che Berlino non è tutto questo a discapito del suo passato, non ha fatto tabula rasa della sua storia e delle sue ferite.

Per me l’immagine più autentica di questa città è quella di un equilibrista che cammina su un filo sottilissimo tirato nel vuoto, in un precario equilibrio ma con i piedi ben agganciati al cavo e con lo sguardo rivolto sempre avanti, verso il traguardo.

DOPPIO

Una città che per troppo tempo sono state due.
Due Berlino, separate da una linea arbitraria ma ben marcata, che per 38 anni non solo ha diviso geograficamente la città, ma ha scavato un solco culturale ed emozionale tra i suoi abitanti. Una linea che è diventata il simbolo della lotta per la libertà e l’apertura al mondo, ma che ha anche fatto sì che Berlino avesse due anime che tuttora, a distanza di 25 anni dalla sua scomparsa, sono visibili e ben radicate.

È vero, il Muro costituisce una delle pagine più tristi della storia moderna, ma Berlino avrebbe tutta un’altra identità senza quei 38 anni di divisione, senza il retaggio dell’Est, dell’algida maestosità dei palazzi “a torta nuziale” di Karl-Marx-Allée, senza la Trabi, l’unica macchina commercializzata nella Germania Est…  e non sarebbe la stessa se quelle due anime finalmente un giorno non si fossero incontrate, conosciute e di nuovo unite. Tutta la sofferenza che questa città ha vissuto aumenta la sua ricchezza e il suo fascino!

STANCHEZZA

È una sensazione difficile da spiegare, soprattutto perché siamo abituati a sentir parlare di Berlino come il baluardo della modernità, dell’avanguardia, dell’essere alternativi e in continuo fermento… ma a me Berlino è apparsa stanca! Come se l’avessimo caricata di pesi e responsabilità che ora si è stufata di portare…

Passeggiando nei quartieri di Friedrichschein e Kreuzberg, forse proprio gli epicentri di questa identità alternativa e progressista, io mi sono sentita avvolgere da una malinconia invadente, quella che sopraggiunge mentre si osservano certi tramonti particolarmente carichi di rossi e viola… Forse oggi, gli eredi di quella Berlino radicale e spregiudicata sono un po’ spaesati e confusi, sono alla ricerca della propria via per dare una svegliata ad una città, che pur nella sua stanchezza, rimane altrove, in un luogo privilegiato e lontano anni luce…

Per delle bellissime foto che hanno confermato questa mia sensazione di stanchezza malinconica, ammirate qui…

Passando a questioni più pratiche e terra-terra, prestissimo vi proporrò i miei itinerari per conoscere Berlino in pochi giorni…

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

5 thoughts on “Berlino in (solo?!) 3 parole…

  1. Hai trovato le parole giuste: anche a me Berlino ha trasmesso una sensazione di malinconia e stanchezza. E’ una città che non compreso appieno e probabilmente merita una seconda chance, ma per il momento posso dire che non mi ha conquistata.

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  2. […] E voi, avete scelto la meta?! Se ancora siete indecisi, qui potrete trovare qualche suggerimento con anche uno sguardo al budget… Se non avete paura del freddo, vento gelido, neve e compagnia bella, le capitali del Nord hanno a mio parere un grandissimo fascino in pieno inverno: Amsterdam, Copenhagen, Oslo, Stoccolma, ma anche Berlino, dove sono stata proprio l’anno scorso ad inizio anno e ve ne ho parlato qui… […]

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  3. […] E voi, avete scelto la meta?! Se ancora siete indecisi, qui potrete trovare qualche suggerimento con anche uno sguardo al budget… Se non avete paura del freddo, vento gelido, neve e compagnia bella, le capitali del Nord hanno a mio parere un grandissimo fascino in pieno inverno: Amsterdam, Copenhagen, Oslo, Stoccolma, ma anche Berlino, dove sono stata proprio l’anno scorso ad inizio anno e ve ne ho parlato qui… […]

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