#sapevate che… A Berlino al parco, in aeroporto!

Eccomi alla seconda tappa della rubrica mensile #sapevateche, di cui vi avevo parlato qui ovvero, una volta al mese dedicherò un articolo ad una curiosità, più o meno sconosciuta, portata a casa da qualche viaggio! Proprio perché viaggiamo soprattutto per conoscere un pezzettino di mondo in più… beh, come si fa a non tornare da un viaggio con qualche aneddoto-rivelazione da raccontare a chiunque si dimostri interessato?!

E per l’occasione vi porto ancora una volta a Berlino, come vi avevo anticipato, una città che mi è rimasta soprattutto in testa, con i suoi mille spunti di riflessione e l’atmosfera di continuo fermento. Per oggi però voglio raccontarvi di un aspetto molto sorprendente di questa città: la sua attenzione per la qualità della vita dei Berlinesi, soprattutto espressa nella quantità e nella cura degli spazi pubblici.

Immaginereste mai di potervi fare una corsa in skateboard o con i pattini in linea lungo la pista di atterraggio di un aeroporto?! Pensate sia impossibile insegnare ai vostri bambini o nipotini ad andare in bicicletta dove solo fino a pochi anni fa atterravano degli aerei?! E ancora, perché non testare il vostro nuovo aquilone sgargiante con il vento impertinente di Berlino, correndo nei prati tra un terminal aeroportuale e le sue piste?!

Beh, a Berlino tutto questo è possibile… dove?? al Tempelhofer Park, sul confine meridionale del quartiere di Kreuzberg, a soli 10 minuti di metro dalla Porta di Brandeburgo… insomma, in pieno centro città! Ma la cosa più stupefacente è che questo è stato a tutti gli effetti, dagli anni ’20 in cui fu costruito e fino al 2008, il City-Airport di Berlino!!
All’inizio del Novecento, prima che qui fosse realizzato l’aeroporto, il Tempelhofer Feld era una piazza d’armi destinata alle parate militari, ma già all’epoca nei giorni festivi e nei fine settimana, quando i militari sgomberavano, diventava il luogo preferito dei Berlinesi per trascorrere giornate all’aria aperta con tanto di pic-nic, sdraio e ombrelloni.

Nel periodo nazista, all’interno del vasto progetto di ricostruzione della città di Albert Speer, l’originale terminal del Tempelhof Flughafen -l’aeroporto di Tempelhof- venne in parte ricostruito assumendo la sua conformazione attuale, un enorme arco di cerchio che abbraccia la vasta area di decollo e atterraggio con due piste separate. La costruzione è talmente imponente da essere considerato come il 3° edificio al mondo per dimensioni!
Per tutto il periodo della Guerra Fredda, trovandosi nel settore ovest della città, questo fu l’aeroporto di riferimento per tutti i trasporti aerei, commerciali e passeggeri, con i paesi alleati, mentre solo dal 1990 il traffico fu aperto anche ai paesi del blocco sovietico. A causa, però, della dimensione limitata delle sue piste e dell’apertura del nuovo terminal di Tegel, il traffico aereo indirizzato a Tempelhof si riduce progressivamente, fino a culminare nella decisione del 2004 e nel referendum del 2008 di chiudere l’aeroporto e convertirlo in un parco pubblico, una meravigliosa risorsa per i Berlinesi!

Per darvi un’idea, tutti gli spazi esterni hanno una superficie di 386 ettari…circa 468 campi da calcio messi uno vicino all’altro!!! Una spianata sterminata… tutta regalata alla cittadinanza, beh… scusate se è poco!
Ma non è finita qui: nelle aree esterne sono stati organizzati un percorso di sei chilometri per andare in bicicletta, per andare sullo skateboard o per fare jogging, una superficie di 2,5 ettari per grigliate, una vasto prato per cani di circa 4 ettari e un’ampia zona picnic per tutti i visitatori. Insomma, lo spazio ideale per chiunque voglia passare una giornata all’aria aperta, facendo qualsiasi attività possibile e immaginabile!

Ora, io ci sono capitata in una fredda giornata di inizio gennaio, quando Berlino viene incessantemente spazzata da un gelido vento e il sole è giusto un’illusione oltre le nuvole grigie e minacciose… eppure il Tempelhofer Park era pieno di gente, intenta a fare di tutto.
Dai bambini che tentavano in tutti modi di addomesticare le irregolari e bizzose folate di vento per riuscire a far volare i propri acquiloni, dalle famigliole alle prese con le lezioni di equilibrio sulle biciclette senza rotelle dei bimbi, dai super sportivi impegnati nel percorrere il circuito con qualsiasi mezzo di trasporto -bici, skateboard, pattini, monopattini…-, fino ai più alternativi, che cercavano di sfruttare il vento con vele da wind-surf kite-surf… ah, chiaramente anche chi, come noi, aveva semplicemente deciso di concedersi una passeggiata pomeridiana!

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

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