#to do list: Norvegia

LISTA SEMISERIA DI 10 COSE DA FARE ASSOLUTAMENTE E … DA EVITARE COME LA PESTE DURANTE UN VIAGGIO IN NORVEGIA!

Programmare un viaggio in Scandinavia e soprattutto in Norvegia è un’esperienza straordinaria… Vi renderete presto conto che l’unicità di questo territorio vi offrirà delle occasioni incredibili per provare esperienze che difficilmente potrete ripetere; a volte, poi, ci si mettono anche i Norvegesi, che diciamocelo, sono davvero strani!


Nel periodo in cui ho pianificato l’itinerario del nostro #RoadtoCapoNord ho scoperto tantissime cose che non mi sarei mai immaginata riguardo questo Paese, eh sì che per l’esame di quinta elementare avevo preparato una bella “ricerca” proprio sulla Norvegia, scritta tutta a mano e con le immagini ritagliate dalle riviste e dalle fotocopie delle enciclopedie… come mi sento vecchia, provate a chiedere oggi ad un bambino cosa sia un’enciclopedia?!?!

Una volta in viaggio, poi, scopri altre centinaia di cose, esperienze, curiosità… insomma, riempi la valigia dell’unico bagaglio indispensabile da portare a casa con sè! Eccovi la mia lista di quello che non potete perdervi se pianificate un viaggio in Norvegia…e anche qualche consiglio su cosa si può/deve evitare!!

TO DO LIST

  • Dormire in una tipica casetta di legno dei pescatori, le Hytte

Beh, vi renderete presto conto che non sarà così difficile! In Norvegia le Hytte, carinissime casette in legno grandi quanto una stanza con piccolo angolo cottura e veranda all’esterno, sono l’elemento base di qualunque villaggio e a qualunque latitudine… Sono gli stessi Norvegesi a prediligere questo tipo di sistemazione, magari nelle versioni più spaziose e confortevoli, come alloggio per le loro vacanze sulle romantiche sponde di un fiordo piuttosto che su un’isola sperduta nel Mare del Nord!
Qualunque campeggio vi darà la possibilità di scegliere questa sistemazione, peraltro abbastanza vantaggiosa in termini economici e soprattutto adatta per un Paese in cui anche d’estate la temperatura è abbastanza frizzantina e quindi poco adatta alla classica tenda! Se non volete ricorrere alla soluzione campeggio, in qualsiasi centro abitato vi imbatterete presto in cartelli con indicazioni di alloggi e dei contatti telefonici per poter organizzare il vostro soggiorno.

Le più caratteristiche?! Sicuramente le Hytte rosse delle isole Lofoten!

  • Andare alla ricerca di renne

Alla vigilia della partenza in terra scandinava, vi sfido a non aver avuto il mio stesso pensiero: “chissà quante renne incontrerò lassù?!” Poi ci si mette anche la sempre affidabile Lonely Planet, rassicurando che già sull’altopiano più meridionale norvegese, l’Hardangervidda, a poche centinaia di chilometri da Oslo, vive la popolazione di renne selvagge più numerosa del Paese… beh, insomma, le aspettative di osservare questo simpaticissimo mammifero sono a mille!!
Poi ti ritrovi lì, in mezzo al nulla di quell’altopiano sferzato da un vento gelido ed una pioggerellina malefica… e di renne nemmeno l’ombra!! Ecco, è proprio lì che inizia la disperata ricerca ed anche il terrore di ritornare alle nostre ben più calde latitudini senza nemmeno un avvistamento. Attraversi tre quarti di Norvegia, superi addirittura il Circolo Polare Artico, ormai Capo Nord è a un tiro di schioppo e purtroppo ancora nulla…
Succederà però che, sulla cima di uno degli innumerevoli altopiani del Finnmark all’improvviso avvisterete la vostra prima renna, magari incolonnata dietro ad altre; oppure vi capiterà, dietro ad una curva, di incontrarne tre a passeggio, tranquillamente affiancate e ben distribuite lungo la sede stradale, senza nessuna fretta di lasciarvi spazio.
Una volta arrivati sull’isola di Magerøya, ormai a soli 30km dal promontorio di Capo Nord, sarete ormai in netta minoranza: qui le renne sono a casa propria e gli ospiti sarete voi!!!

E se questi incontri vi preoccupano, tranquilli, le renne sono degli animali davvero pacifici. Per la maggior parte del tempo si occupano degli affari loro, che per lo più corrispondono con la degustazione dell’erbetta e dell’acqua locale; certo, fate attenzione lungo la strada perché, come vi ho detto, poco si curano degli automobilisti e della loro fretta: se vi capita di imbattervi in un gruppetto di renne sulla carreggiata, fermatevi, sfruttate il tempo per fare qualche fotografia e aspettate che con molta flemma guadagnino nuovamente il bosco

  • Attraversare almeno un fiordo a bordo di un traghetto

Non parlo di crociere, tour organizzati o spedizioni turistiche, parlo proprio di uno dei traghetti di linea che quotidianamente e con un’altissima frequenza attraversano gli innumerevoli fiordi norvegesi. Per i locali questo è un servizio vitale, in quanto i fiordi possono spingersi verso l’entroterra anche di centinaia di chilometri e la “circumnavigazione” dell’insenatura sarebbe non solo uno spreco di tempo esagerato, ma a volte anche impossibile dato che potrebbe non esserci nemmeno una strada percorribile! Non stupitevi, quindi, se in coda davanti a voi in attesa del prossimo traghetto troverete camion e pulmini carichi di lavoratori…
Viaggiando verso nord, soprattutto nella regione centrale della Norvegia vi capiterà di imbattervi in un fiordo con una frequenza davvero impressionante e quindi, volenti o nolenti, prima o poi vi toccherà questa esperienza, che vi assicuro, però, ha moltissimi lati positivi.
Innanzitutto l’organizzazione di questo servizio di trasporto è davvero ottima e non vi farà perdere nemmeno un minuto; una volta a bordo e pagato il biglietto potrete godervi la traversata e soprattutto il panorama che sarà sempre sorprendente!

Il traghetto vi darà l’occasione di godere della natura e del paesaggio da una prospettiva unica e in una maniera realmente autentica, da vero Norvegese!

  • Passeggiare sulla sabbia bianca della spiaggia di Ramberg

Una spiaggia dalla sabbia bianca in Norvegia?! Ebbene sì, e non solo una… quella di Ramberg si trova sulle coste settentrionali della isole Lofoten, ben oltre il Circolo Polare Artico e se non sapeste tutto questo, sfido chiunque a non confonderla con una qualche località tropicale!
La sabbia bianca e finissima di questa spiaggia a mezzaluna lascia piano piano spazio ad un mare cristallino, estremamente gelido, ma davvero meraviglioso e con un po’ di fortuna potrete imbattervi in una bellissima stella marina, depositata dalle onde sul bagnasciuga!

Se vi trovate sulle isole, non potete mancare di fare una sosta e concedervi una romantica passeggiata su questa bellissima spiaggia… ma niente paura, anche a Bleik, sull’isola di Andøya poco più a nord, o in molte località della Helgelandskysten, la costa a nord di Trondheim, potrete camminare sulla sabbia bianca più settentrionale del pianeta!

  • Sperimentare il silenzio e l’isolamento

Ecco, questa è una delle esperienze che più rimarranno impresse nella mia memoria. Parti alla volta della Norvegia e del “grande nord” con la consapevolezza che sarà un viaggio all’insegna della natura, del relax e dell’immersione in paesaggi incontaminati, insomma non proprio la stessa cosa di Ibiza o Formentera… pensi di essere pronto, eppure il silenzio, le grandi distanze e il “nulla” riusciranno a sorprenderti come non mai.
All’infuori delle città, anch’esse per lo più di dimensioni contenute, la Norvegia è composta da altopiani semi-deserti abitati solamente da laghetti e vento gelido, boschi e foreste sterminate, minuscoli villaggi che perlopiù sembrano disabitati ed il mare -o un suo sostituto, tipo fiumi o laghi, insomma acqua!- Dopo qualche giorno ti abitui alla “solitudine”, allo sguardo che spazia per 360° senza incontrare nemmeno una casetta rossa, per non parlare della quasi totale assenza dei Norvegesi… ma arriverà il momento in cui vi sentirete davvero I-S-O-L-A-T-I!

A noi è successo sull’isola di Andøya, la più settentrionale delle Vesterålen, dove ci aspettava una tipica Hytte nell’unico campeggio nell’arco di chilometri… o meglio, nell’unica presenza umana nell’arco di chilometri! E per essere franchi, anche il campeggio era piuttosto desolato, noi sembravamo essere gli unici ospiti! Insomma, davanti a noi una bellissima spiaggia bianca ed il mare, alle nostre spalle pianura e montagne sullo sfondo… e nient’altro, a parte il vento che ci ha fatto compagnia per tutta la notte scuotendo la nostra capanna come fosse uno shaker per cocktail.
Ecco, io lì mi sono sentita nel bel mezzo del nulla, a diretto contatto solo con la natura ed il suo silenzio!

  • Farsi ammaliare (ed ingannare) al Mercato del Pesce di Bergen

Lo troverete scritto in grassetto/maiuscolo su qualsiasi guida o sito internet: ATTENZIONE AL MERCATO DEL PESCE DI BERGEN, TRAPPOLA TURISTICA PER ECCELLENZA!! Ebbene sì, hanno ragione: camminando tra le bancarelle stracolme di pesce, crostacei e di tutto un po’ vivrete un vero e proprio shock culturale. L’unica lingua che sentirete parlare dagli abilissimi venditori sarà l’italiano, come se anche solo il vostro modo di camminare sia in grado di confessare la vostra nazionalità: la concentrazione di Norvegesi in questi pochi metri quadrati di mercato è praticamente pari a zero.
Eppure vi sfido a non cedere alla tentazione di una visita tra queste super invitanti bancarelle e magari ad un piatto di granchio reale solo scottato in padella con un po’ di vino bianco, limone e prezzemolo… vi assicuro, di una bontà estrema!!

Certo, il conto vi farà rabbrividire… ma presto scoprirete che gli occhi fuori dalle orbite davanti ad uno scontrino sono abbastanza una costante in Norvegia!!

  • Ammirare dall’alto il Geirangerfjord

Il Geirangerfjord è una delle mete che bisogna segnare con un bel cerchiolino rosso su qualsiasi cartina, un vero e proprio must. È probabilmente il più famoso dei fiordi norvegesi, strettissimo e con pareti rocciose alte più di 100m: la classica Norvegia da cartolina, o da brochure delle agenzie di viaggio.
Bisogna essere sinceri, è una delle località più turistiche dell’intero Paese, sarà impossibile non venir circondati da orde di turisti provenienti da qualsiasi angolo del mondo e affamati di fotografie da tutte le angolazioni possibili: il fiordo è, infatti, una tappa fissa delle crociere che quotidianamente lo raggiungono e rimangono attraccate come giganti fuori misura sulle rive del minuscolo villaggio di Geiranger.

Nonostante questo, non potete farvelo mancare, soprattutto ammirandolo dall’alto scendendo la strada che dall’altopiano conduce proprio al punto panoramico e poi a Geiranger. Per avere un punto di vista ancora più privilegiato potete proseguire fino ai 1500 m.s.l.m. di Dalsnibba, località raggiungibile però con una strada a pagamento.

  • Percorrere almeno una delle Strade Turistiche Nazionali

Se dovessi ammettere la più grande qualità dei Norvegesi, dovrei sicuramente riconoscere loro la capacità di aver investito in modo eccellente sulla valorizzazione del loro territorio e della bellezza dei loro paesaggi. L’intera Norvegia è infatti attraversato da 18 “strade Turistiche Nazionali” che corrispondono ad alcuni degli itinerario più interessanti ed affascinanti da un punto di vista paesaggistico, naturalistico e storico: il grande pregio, però, non consiste solo nell’aver individuato e pubblicizzato questi percorsi, ma nell’averli trasformati in infrastrutture perfettamente funzionanti.
Lungo le Strade Turistiche, sempre perfettamente segnalate con appositi cartelli ed indicazioni, troverete punti panoramici, aree di sosta, parcheggi, strutture di servizio per i turisti, materiale informativo, insomma tutto il necessario per dei veri e proprio musei all’aria aperta, dove i protagonisti saranno i meravigliosi panorami e la natura norvegesi.

Gli imperdibili?! Beh, sicuramente la Scala dei Troll, di cui vi ho parlato qui, e i sorprendenti ponti della Strada Atlantica!

  • Attraversare il Circolo Polare Artico 

Che la Norvegia sia a nord è sicuramente un fatto risaputo, ma che più di un terzo del suo territorio sia oltre il Circolo Polare Artico rende un viaggio lassù davvero leggendario! Se, come noi, viaggiate verso nord l’attraversamento del Circolo non può che essere un’esperienza imperdibile e potrete viverla in svariati modi. Percorrendo la E6, la leggendaria Strada Artica, dovrete necessariamente fermarvi in corrispondenza del mappamondo metallico per un adeguato servizio fotografico; se invece avete scelto la più spettacolare e panoramica strada costiera, la Helgelandskysten, il mitico attraversamento avverrà a bordo del traghetto Kilboghavn-Jektvik con tanto di annuncio all’altoparlante!

Beh, noi, lì sulla prua del traghetto, immersi nel blu del mare e del cielo di quel giorno abbiamo sentito davvero i brividi!!

  • Percorrere almeno un tunnel sottomarino o qualsiasi altra diavoleria inventata dalle menti folli degli ingegneri Norvegesi

La mia Lonely Planet introduce il capitolo “trasporti interni” in Norvegia più o meno così: “se i Norvegesi fossero nati in Nepal, avrebbero spianato l’Himalaya o perlomeno l’avrebbero attraversata con tutti i tunnel possibili….” Niente di più vero: nessun ostacolo fisico ha fermato i Norvegesi. E sì che parliamo di un Paese con una collezione di caratteristiche geografiche estreme: fiordi, montagne ed altipiani di altezze considerevoli che tutto d’un tratto precipitano a picco nel mare, milioni di isole e isolotti…
Ecco allora la fiera di ponti, tunnel dalla lunghezza spropositata che attraversano qualsiasi tipo di ostacolo, gallerie sottomarine come se piovesse! Se percorrete anche solo un tratto delle strade norvegesi non avrete difficoltà ad imbattervi in un’opera di ingegneria che vi lascerà senza fiato… E se vi state chiedendo quanto vi costerà il pedaggio di queste opere infrastrutturali, ricordate che in Norvegia il transito si paga solo fino a che non è stato coperto il costo di costruzione dell’opera in questione…. poi, tutto gratis!

L’esperienza più significativa?! Sicuramente il tunnel sottomarino che collega l’isola di Magerøya, dove si trova Capo Nord, alla terraferma.

NOT TO DO LIST

  • Superare i limiti di velocità… anche di un solo km/h!

Altra verità largamente diffusa in qualsiasi guida: in Norvegia i limiti di velocità oltre ad essere molto bassi sono anche estremamente rigidi, prendeteli come veri e propri dogmi! Non esagero se vi confesso che per tutta la nostra permanenza in terra norvegese, attraversata da sud a nord per un totale di 5.000 km, non abbiamo mai e dico mai incontrato un cartello che indicasse un limite di velocità superiore agli 80km/h… e vi assicuro che su strade dritte senza una curva per decine di chilometri, la cosa vi sembrerà alquanto strana!
Nonostante la stranezza della questione, però, fidatevi… i rilevatori di velocità non sono diffusissimi, ne troverete solo in prossimità delle principali città; in compenso non sarà difficile incontrare delle pattuglie di poliziotti intenti al controllo del rispetto dei limiti: non stupitevi se a bordo strada vedrete una strana sagoma scura dalla quale spunta una specie di cannocchiale nero… è un poliziotto nascosto che sta puntando verso di voi il rilevatore di velocità!!!

Inutile dire che la multa sarà piuttosto salata e non aspettatevi nemmeno un grammo di flessibilità: al primo km/h sopra il limite scatta la sanzione…

"Dolci ricordi"
“Dolci ricordi”
  • Riporre troppa fiducia nei ponti sui fiordi… i traghetti funzionano così bene!

    Ho già tessuto le lodi delle capacità ingegneristiche dei Norvegesi nell’inventare qualsiasi infrastruttura necessaria per superare i limiti fisici del loro territorio… qualsiasi, a parte i ponti sui fiordi!
    Dovete sapere che per la loro conformazione naturale, queste strette insenature sono la patria preferita del vento, che qui soffia a velocità impensate tra le alte pareti rocciose senza nessuna clemenza anche in piena estate, rendendo praticamente vana la presenza di avveniristici ponti realizzati in sostituzione dei tradizionali traghetti. Se il vento, infatti, è troppo forte non c’è nulla da fare: sul ponte non si passa e visto che il vecchio traghetto è stato ormai mandato in pensione, voi resterete bloccati sulla sponda del fiordo con mille domande su come mai potrete raggiungere la vostra meta antro sera…
    La chiusura del ponte può essere estremamente variabile e credetemi, nessuno vi avviserà su quanto dovrete aspettare né vi istruirà su un possibile percorso alternativo: quindi, consiglio spassionato, pianificate una variante per ogni ponte che incontrerete, soprattutto se si stratta di fiordi molto ampi e se il meteo non sia propriamente affidabile.

  Il nostro incubo si è chiamato Hardangerbrua, il nuovo ponte sull’Hardangerfjord, uno dei più ampi della Norvegia!

  • Pensare “all’italiana” in fatto di cibo…

    Non ho trovato parole migliori per esprimere questo concetto… o meglio, prima non pensavo nemmeno che esistesse questo gap culturale! La verità è che noi italiani siamo abituati a non preoccuparci troppo dell’aspetto “dove mangio per pranzo? E per cena?!” Siamo talmente abituati a concepire il cibo ed il mangiar bene come uno degli aspetti centrali nella nostra quotidianità, in fondo ovunque possiamo trovare un ristorante/pizzeria/trattoria/locanda/bar/paninoteca/tavola calda/la qualunque che sfamerà il nostro obiettivo…. e per altro con risultati spesso ottimi in fatto di gusto!
    Bene, all’estero non è così, lo sappiamo… soprattutto parlando di bontà e freschezza del cibo. In Norvegia si aggiunge un ulteriore problema: la difficoltà nel reperire il più elementare luogo di ristorazione. Non parlo di ristoranti o pizzerie con chissà quali pretese, basterebbe un’osteria con dei piatti locali! Ebbene, al di fuori delle principali città, scordatevelo!! Anche trascurando la questione economica, nella maggior parte dei paesi in cui abbiamo soggiornato non c’era nemmeno l’ombra di un lontano aprente di un ristorante, sempre che si escluda anche il minuscolo mini-market del distributore di benzina!

    Attrezzatevi sempre per pranzi al sacco fai-da-te con panini e simili e per la sera è sempre meglio ricorrere a soluzioni di alloggio con cucina, in modo da potervi arrangiare con la spesa che avrete preventivamente fatto in uno dei supermercati incontrati lungo la strada… Non potete sapere in quale landa desolata vi troverete la sera, non fate mai affidamento sul: “ma sì, un posto per mangiare una cosa lo troveremo!”… rimarrete a stomaco vuoto e dispersi nel nulla!! E poi volete mettere, cucinarvi una carbonara a Capo Nord…

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Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

5 thoughts on “#to do list: Norvegia

  1. Avrei tanta voglia di percorrere le due strade che hai citato: ogni volta che vedo una foto o un filmato prenoterei un volo in Norvegia già solo per farmi un giro da quelle parti!

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    1. Beh prima o poi dovrai cedere a questa tentazione!! Sono posti davvero incantevoli, dove la natura ha mantenuto ancora un grado di purezza che sembra impossibile nel nostro continente… e poi non ci sono solo quelle,sarò la voce fuori dal coro, ma secondo me la Norvegia è proprio un paese da percorrere on the road!

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