#ComfortPlace: i miei riti al “Mare”

Questo blog ha ormai oltre sette mesi di vita e mi rendo conto solo ora che vi ho parlato di molti viaggi, luoghi, persone e situazioni, tutti meravigliosi o perlomeno significativi… ma non ancora di un posto davvero speciale per me: quella che io considero il “comfort place“, consideriamolo l’equivalente del comfort food, il luogo nel mondo in cui più mi sento a casa e che è in grado di prendersi cura della mia anima.
Ci sono luoghi che frequenti da sempre, da quando hai ricordi, e che all’improvviso diventano parte di te, più familiari di quelli in cui abiti, che vedi tutti i giorni, quelli che sei abituato a chiamare “casa”. Ecco, per me Chiavari è proprio quel posto nel mondo, quello in cui ho sempre la certezza che troverò sempre “la me” più autentica, quello che saprà curare qualsiasi pensiero e preoccupazione semplicemente con i suoi tramonti riflessi nel mare, quello in cui potrò nascondermi ogni qualvolta avrò bisogno di una fuga, quello dove ritroverò sempre le confortanti abitudini ed i ricordi che sanno di infanzia, salsedine e focaccia!

Probabilmente a molti il nome Chiavari dirà gran poco, sicuramente meno degli altisonanti Portofino, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante…eppure condividono lo stesso mare, affacciati sullo stesso Golfo del Tigullio, ad una cinquantina di chilometri da Genova, in Liguria. È una cittadina proprio nel centro del golfo, abbastanza grande da avere sempre qualcosa da fare quando in spiaggia non si può andare, ma abbastanza piccola da poterla attraversare tranquillamente in un quarto d’ora di bicicletta.
Per me è sinonimo di “Mare”, perché è proprio qui che passo almeno una parte di estate, e non solo, da quando sono nata. Penso di avere più foto di me bambina a Chiavari che nemmeno a casa mia, a Bergamo; non c’è ricordo che non sia legato a questo pezzettino di Liguria e non c’è stato nessun luogo al mondo in cui ho desiderato portare Andrea, quando ci siamo conosciuti, più che questo… e da quel momento il “mio mare” è diventato nostro!

Il tramonto dietro il promontorio di Portofino
Il tramonto dietro il promontorio di Portofino

E se c’è una cosa che, per me, FA CASA sono le abitudini, quei piccoli riti che ripeti con costanza ogni volta che ci torni e che confortano e rassicurano come nient’altro al mondo… partire per “il mare” (= per Chiavari), indipendentemente dalla stagione -perché io adoro anche il mare d’inverno, senza tristezza o malinconia- vuol dire necessariamente mettere in conto alcuni must irrinunciabili! E per raccontarvi Chiavari e quel pezzettino di Liguria voglio cominciare proprio da questo rituale familiare e consueto… per le informazioni più turistiche e tradizionali ci sarà tempo nei prossimi post!

  • a tu per tu con il “mio mare”

C’è un posto specifico a Chiavari che è diventato il mio “luogo del cuore”, quello per eccellenza nel quale mi sento felice, indipendentemente da tutto. Percorrendo tutto il suo lungomare, alla sua estremità settentrionale vi si ritrova in una sorta di piccola terrazza sul mare, la Piazzetta dei Pescatori, un tempo centro del piccolo borgo di pescatori che occupava proprio questa parte della città e progressivamente affollato dai cantieri navali sorti e poi dismessi nel corso degli anni. Ecco, proprio da qui, appoggiandosi alle barriere metalliche del lungomare si ha, secondo me, la vista più bella sul lato nord del Golfo del Tigullio: impettite, all’ombra del promontorio di Portofino, si possono distinguere perfettamente Rapallo, Santa Margherita Ligure e proprio Portofino, piccolissimo borgo incastrato nell’ultima insenatura prima che il monte sprofondi nel mare. Sulla vostra destra, come una sentinella, la Colonia Fara, imponente costruzione in stile fascista che per molti decenni ha ospitato bambini in vacanza per tutta l’estate, a due passi dal mare… a molti non piace, per me è una certezza, c’è e sarà sempre lì a scrutare l’orizzonte ed i bellissimi tramonti che solo qui sanno di casa!
Venire qui, e molte volte è la primissima cosa che faccio quando scendo dalla macchina, non importa a che ora del giorno o della notte, rappresenta quel momento bellissimo in cui riallacci il legame che mi tiene stretta a questo posto: “Eccomi, di nuovo!”

  • un classico: la focaccia

Ecco, qui salta di nuovo fuori la mia proverbiale gola! Devo ammetterlo, non c’è viaggio a Chiavari che non abbia contemplato almeno un trancio di focaccia ligure. L’avete mai provata?! Non c’è niente di più semplice, una sorta di sfoglia di pane bucherellata e condita con olio d’oliva, ma quante volte è proprio la semplicità la chiave delle prelibatezze più grandi… Qualsiasi panificio in Liguria avrà almeno una vetrina dedicata alla fügassa, addirittura al bar se vi fermate per la colazione osserverete che un pezzetto di questo ben di Dio ha molto più successo di qualunque brioches o dolce!
Ne esistono chiaramente di versioni più elaborato, come quella alle cipolle o la famosa focaccia al formaggio di Recco, ma quella liscia per me non la batte nessuno! Dà sicuramente il meglio di sé se avrete la fortuna di arrivare dal fornaio quando è appena stata sfornata: ancora tiepida, croccante e con i “buchini” ancora morbidi e saporiti. Poi esistono molte “scuole di pensiero” e chiaramente ognuno finisce per selezionare il panificio/focacceria preferito: il mio, il Panificio Piombo, si trova in fondo ai caruggi, i tipici portici liguri proprio in centro!

  • 2 passi tra mare e caruggi

“Usciamo a fare 2 passi?!” 
E ci si capisce al volo… fa niente se poi non sono proprio due, ma l’itinerario è sempre quello, perfettamente rodato! Uscire a fare una passeggiata a Chiavari non può che voler dire percorrere tutto il lungomare, con la spiaggia sulla destra ed il sole negli occhi, da quella Piazzetta dei Pescatori fino al porto turistico, superando i pochi stabilimenti balneari -4 file di ombrelloni e poco più- le gelaterie ed i ristoranti vista mare, le fontane, facendo attenzione ai bambini che sfrecciano su pattini, skateboard e magari fermandosi ad osservare i movimenti delle barche all’imbocco del porto.
Una volta raggiunta l’estremità meridionale, davanti alla statua di Colombo, voltiamo le spalle al mare e percorrendo Corso Garibaldi si raggiunge il centro storico di Chiavari, i bellissimi caruggi, due vie parallele interamente porticate, dove si respira l’atmosfera delle piccole città liguri, tra un panettiere, un negozio di pasta fresca e pesto, il mercato ortofrutticolo e quello del pesce. Il “centro” di Chiavari è davvero molto grazioso sia per l’architettura dei palazzi e delle chiese che lo popolano, che per la varietà dei negozi e delle botteghe dove potrete perdervi un intero pomeriggio tra shopping ed un caffè consumato in uno dei locali dalla storia centenaria e dal fascino intramontabile.

  • Marcato-mania!

Sarà l’aria di mare, l’atmosfera rilassata dei giorni di vacanza, ma io a Chiavari adoro andar per mercati: non importa quale, io mi sento perfettamente predisposta a quell’atteggiamento di piccola archeologa che cerca e rovista sulle bancarelle alla ricerca di qualche misterioso tesoro! Certo, l’ambiente incoraggia decisamente questa mania: a Chiavari c’è la più alta concentrazione di mercati mai vista nella mia vita.
Tutte le mattine si svolgono regolarmente il mercato ortofrutticolo, nella bellissima piazza del Comune, e quello del pesce. Voi direte, ma che ci trovi a passeggiare tra banchi carichi di frutta, verdura e pesci di ogni tipo?! Beh, vi assicuro che non c’è spettacolo di colori e profumi più bello di quello… per non parlare della gente che frequenta il mercato: passerei ore ad ascoltare le signore che in genovese strettissimo si districano tra gli ingredienti per il pranzo e la cena, incomprensibile ma stupendo!
Tutte le settimane, puntuale il venerdì mattina, proprio nei caruggi si svolge poi il classico mercato cittadino, dove trovare davvero la qualunque: dall’abbigliamento, borse, scarpe, gioielli, merceria, pentole, tessuti, tappeti… e sarò di parte, ma davvero di buona qualità e ottimi prezzi! È praticamente impossibile per me, se capito a Chiavari di venerdì, tornare a casa senza un acquisto!!
E se non ne avete ancora abbastanza, pressoché tutti i fine settimana viene organizzato nel centro cittadino un mercato tematico, da quello dei prodotti alimentari tipici a quello dell’antiquariato… la fiera degli oggetti più assurdi del mondo, ma anche la patria di bellissimi mobili antichi, stampe, dischi, libri! Chiaramente non me ne faccio mancare nemmeno uno!

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Published by

Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

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