Ebbene sì… sono stata in Giappone!

Il suono di queste parole rimbomba nelle mie orecchie ed ancora oggi faccio fatica a credere che sia tutto vero.
Premetto che il Paese del Sol Levante è da sempre stato uno dei miei “pallini”, sicuramente da sempre al top di qualsiasi #traveldreams… desiderato così tanto che mi sono spesso chiesta se sarei mai davvero riuscita a realizzarlo. Complici certi pregiudizi e pareri letti o ascoltati qua e là, il Giappone sembrava ancora più lontano, più complicato, più inafferrabile: quasi una creatura mitica che alla fine non sai se esiste solo nei tuoi sogni.

Ed invece un giorno di giugno, mentre stai “stalkerando”  il motore di ricerca voli di Skyscanner, ti fai coraggio e cerchi dei voli per Tokyo, periodo Capodanno perché questo 2016, che già qualche soddisfazione l’ha regalata, chi sa che non abbia qualche altra sorpresa da regalare… insomma, alla fine mi sono ritrovata a cliccare sul fantomatico tasto “Acquista” per due biglietti a/r dal Giappone e poi… beh poi nulla è mai stato più semplice!
Lascio tutte le questioni pratiche legate all’organizzazione del viaggio in modalità fai-da-te ai prossimi post, oggi voglio solo provare a raccogliere le idee di 12 giorni incredibili, sorprendenti facendomi guidare ancora dall’entusiasmo e dalle emozioni.

Le anime del Giappone

Leggendo on-line le motivazioni che spingono moltissimi viaggiatori a partire per il Giappone è fin da subito evidente la complessità di questo Paese: c’è chi parte con una conoscenza ed una passione sterminate per il mondo dei manga/fumetti e della cultura otaku, chi è attratto dall’aspetto tecnologia e programma visite in tutti i grandi magazzini iper moderni come fossero cattedrali, chi va alla ricerca dell’antichissima atmosfera zen dei templi che affollano ogni angolo del Paese, chi digiuna per una settimana prima di partire per poter fare il pieno di sushi e tutte le prelibatezze che la cucina locale offre… insomma, quali sono le anime del Giappone?!

Beh, basta una mezza giornata a Tokyo per farsene un’idea.
Tokyo è l’affollato, colorato, profumato mercato di Tsukiji dove nn si può resistere alla tentazione di uno spiedino di capesante con ricci di mare arrostito… è la sacralità chiassosa dell’imponente tempio Senso-ji ad Asakusa ma anche quella silenziosa di un piccolo tempio nel cimitero di Yanaka. È il brulichio di teste a Nakamise dori, le previsioni fortunate dei biglietti della fortuna…è camminare mano nella mano, in kimono tra le case antiche ad Asakusa con il Tokyo Skytree sullo sfondo..

Poi ti fai 3 ore scarse di shinkansen, il treno ad alta velocità con il “muso allungato”, e ti ritrovi a Kyoto: vero e proprio tripudio di templi, giardini incantevoli, alberi di ciliegio -per ora spogli-, spiritualità…
Qui c’è talmente tanto da ammirare che a tratti gira la testa, i quartieri tradizionali sono esattamente come uno si aspetta il Giappone: case basse in legno, lanterne, cavi volanti sopra la testa ed un’atmosfera calda ed accogliente. Non fai nemmeno tempo a varcare la soglia di un tempio buddhista, che dietro l’angolo un colorato e chiassoso tempio shintoista sembra chiamarti… Kyoto è pura poesia, soprattutto dopo il tramonto nelle strette vie di Gion illuminate solo dalle lanterne alla ricerca di una vera geisha!

Spiritualità e altri animali fantastici…

Complice la nostra visita in corrispondenza del Capodanno, che in Giappone rappresenta la più importante festa religiosa, o-shogatsu, abbiamo davvero potuto osservare come i Giapponesi vivano la spiritualità. In questi giorni, infatti, è tradizione recarsi in visita in un luogo sacro, tempio o santuario che sia, per pregare e chiedere fortuna per l’anno appena iniziato, secondo l’usanza dell’hatsumode.
Beh, in un qualche modo l’abbiamo fatto anche noi… Come ogni giapponese che si rispetti il primo giorno dell’anno comincia con una visita al tempio, noi (e qualche altro migliaio di persone) abbiamo scelto il santuario shintoista Meiji Jingu… dove la spiritualità non corrisponde solo a preghiere e riti, ma può essere semplicemente una passeggiata in questo parco meraviglioso e un po di street food in compagnia!
Buddhismo e shintoismo o forse entrambi in un perfetto melange di riti e celebrazioni. Siamo passati dall’affollato Fushimi Inari con i suoi torii arancioni abbarbicati sulla collina in scenografiche gallerie alla calma e serenità zen dei templi buddhisti di Higashiyama nord… ovunque si respira rispetto e una spiritualità decisamente mai urlata, proprio come sono loro, i Giapponesi!

Eh sì, le “creature meravigliose” sono proprio loro!! Le persone, l’infinita gentilezza e delicatezza di questo popolo ci hanno letteralmente rubato il cuore.
Si sa, i Giapponesi rispettano le file e le regole, sono silenziosi, attenti e precisi… beh, a me già questo basta per provare una profonda ammirazione!! Ma non solo questo: raramente ho sperimentato altrettanta disponibilità e gentilezza come in questi giorni in Giappone, a volte non riuscivo nemmeno a trovare un motivo per cui mi stessero rivolgendo l’ennesimo arigato gozaimasu con un sorrisone sulle labbra!
Basta uno sguardo vagamente perso nel vuoto nel tentativo di decifrare le indicazioni per il binario 3 all’interno di una delle caotiche stazioni per attirare nell’arco di qualche secondo un omino prodigo di consigli e preziose indicazioni…

So Japan style…

E poi ci sono quei riti a cui proprio non puoi sottrarti!
Un tuffo nella vera cultura pop giapponese: non si poteva saltare l’appuntamento con un maid caffè (Sì è un cane di ketchup quello disegnato sulla mia omelette😄) e un bagno di folla ad Akihabara, cuore della cultura otaku!
Attraversare a ripetizione l’incrocio più famoso del mondo a Shibuya insieme a qualche migliaio di altri esaltati come noi…
Il sushi, mangiato a tu per tu con il sushiman che te lo prepara al momento o con tanto di ordinazioni da tablet e piattini in arrivo su una “monorotaia “…
Scattare centinaia di foto a macachi o cervi che tranquillamente passeggiano tra noi umani senza nessun problema, che sia al parco di Kyoto o tra le viette dell’isola di Myajima!
Sperare con tutto noi stessi di avvistare il comignolo innevato del Monte Fuji, lì sospeso a metà tra terra e cielo…e quando poi lo vedi davvero restare con il naso schiacciato contro il finestrino dello shinkansen finché non scompare dentro un tunnel.

Una visita dovuta

Durante i mesi di pianificazione del viaggio ci siamo più volte interrogati su una tappa che proprio non volevamo mancare: Hiroshima, la città tristemente nota come la località obiettivo del lancio della prima bomba atomica della storia.
Abbiamo sempre pensato che fosse una visita dovuta, fermarsi un momento in questo meraviglioso viaggio per riflettere, pensare a quali atrocità noi uomini siamo stati in grado di compiere e provare ad immaginare che certi errori possano renderci migliori.
Ad Hiroshima, città completamente moderna e per nulla triste,  la dimensione della memoria è custodita nel Parco della Pace, un intero isolato, proprio quello definito il target della bomba, trasformato in un giardino arricchito dai memoriali e monumenti dedicati alle vittime. All’interno del museo, l’esposizione permanente racconta… non solo i fatti, ma anche le persone, le vittime, le loro storie attraverso quegli oggetti sopravvissuti all’esplosione.
A tratti il respiro manca, ci si sente soffocare dal dolore che per empatia non si non provare.

Eppure anche qui sono stata sorpresa… Al Parco della Pace, e già il nome dice tutto, non si respira odio, risentimento: l’unico obiettivo è la memoria e quale modo migliore per onorare i ricordi se non una passeggiata al tiepido sole di Hiroshima?!

Ah, quasi dimenticavo…
Che ne dite di questo restyling?? Non c’era occasione migliore per farsi belli se non il primo post sul Giappone 😉

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Published by

Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

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