Le Baladin

C’era una volta… Le Baladin

una visita ad un birrificio artigianale diventa l’occasione per  scoprire una sorta di favola moderna, dove i protagonisti sono l’amore per la propria terra ed il sogno di dare un ruolo di rilievo alla birra artigianale, proprio in una terra dove il vino la fa da padrone… ecco la storia della prima birra artigianale italiana, le baladin

C’era una volta… così iniziano tutte le favole che probabilmente hanno animato l’infanzia di tutti noi e nessun incipit può essere più indovinato per la storia che voglio raccontarvi oggi, una vera e propria favola moderna!
Non aspettatevi, quindi, personaggi né ambientazioni fantasiose: il racconto del birrificio artigianale “Baladin” nasce a Piozzo, un minuscolo centro in provincia di Cuneo, appena oltre le ultime colline delle Langhe ma ancora fortemente legato alla principale produzione vinicola della zona.
Ma questa volta la vite ed il vino non compaiono nella lista dei protagonisti… L’azzardo sta proprio qui: la sfida del nostro eroe è stata quella di dare la stessa dignità ed importanza, in una terra di vini, alla birra artigianale, anch’essa frutto della terra e del lavoro nei campi!

Il tutto inizia nel 1986 quando Teo, singolare e ambizioso protagonista di questa storia, al ritorno da uno dei suoi tanti viaggi per l’Europa apre, proprio nella piazza principale del piccolo paese natale, una crêperie… e voi direte, questo che c’entra??
Beh, giusto per darvi un’idea del personaggio in questione… Teo non torna da solo a Piozzo, ma accompagnato da una ballerina parigina, Michelle, con la quale si imbarca nell’avventura di aprire un locale. Ora, già il fatto di aver convinto una giovane ragazza abituata a Parigi a trasferirsi in questo piccolo angolo di Piemonte, dove c’era poco più di niente, vale già l’impresa direi!
E non contento, decide che la bevanda giusta da servire sarà la birra, frutto già di una sua grande passione ma anche sintomo di una personalità un po’ ribelle e decisamente incline al rischio e all’ambizione.
Piano piano la crêperie  diventa popolare nel paese ed oltre, anche grazie alla saggia decisione di affiancare  al cibo francese e alle oltre 200 birre internazionali tanta buona musica, spesso suonata live da gruppi locali ed alternativi, proprio nel cortile interno! È nato “Le Baladin”, in piemontese cantastorie, nome che si riferisce chiaramente alla personalità di Teo e che deve la sua origine ad uno dei membri del “Cirque Bidon”, grandi amici da sempre del birrificio! Pensate che il cortile stesso ad un certo punto verrà coperto con un tendone da circo…

Inseguendo la sua passione per il mondo della birra, e soprattutto per la birra artigianale, 10 anni dopo Teo, insieme alla sua nuova compagna Nora, decide che sia arrivato il momento di trasformare Le Baladin in un vero e proprio brewpub, ovvero un locale che vende e produce la propria birra!
Frutto di molti viaggi tra le microbirrerie belghe e di un primo impianto per la fermentazione composto da vasche per il latte trasportate sul tetto di un  furgone Volkswagen Westfalia fino a Piozzo e poi collocati abusivamente nel garage di una magnanima e per il momento ignara vicina, Teo comincia a produrre la sua prima birra artigianale e, soprattutto, a venderla nel suo locale, sostituendo da un giorno all’altro tutte le altre etichette servite ai clienti abituali.
Azzardo? Sì, sicuramente… i primi tempi non sono stati facili: la birra assomigliava più ad una fanghiglia torbida e anche gli amici più fedeli cominciano a tradire Le Baladin per i più tradizionali bar dei paesi vicini.
Ma il nostro protagonista non si arrende, anzi… La vera ambizione di Teo è quella di dare alla birra artigianale la stessa dignità che tutti in Italia riconoscono al vino: chiunque pensi a quest’ultimo, infatti, riconosce subito un forte legame con la terra, il lavoro e la tradizione, ma in fondo anche la birra è terra, è diretta espressione del lavoro nei campi, è grano e orzo che fermentano e si sposano con lieviti, spezie e profumi, ci avevate mai pensato?!
E poi Teo riconosce alla birra un grande potere di aggregazione, bersi una birra (o più d’una) in compagnia rimanda subito alla bellezza dello stare insieme… e perché, allora, non puntare sul promuovere la birra artigianale in abbinamento al cibo, nei ristoranti e non solo nelle pizzerie?!

Ecco, dovete immaginare tutte queste intuizioni che sgomitano nella vulcanica mente di Teo e dovreste avere ormai capito che non è uno che si lascia schiacciare dalle ambizioni…
Innanzitutto capisce che la sua birra artigianale dovrà avere un nome, passo fondamentale per la riconoscibilità di qualsiasi prodotto di successo: nasce la birra Baladin.
Intuisce, anche, l’importanza della collaborazione con gli altri 5/6 microbirrifici che stanno sorgendo negli stessi anni in Italia e proprio grazie a queste conoscenze e ad una nuova legge che regolamenta il settore, nel 1996 viene ufficializzata la nascita della birra artigianale in Italia.
Altro grande passo è la decisione di mettere la sua birra artigianale in bottiglia, esattamente come si fa per il vino, garantendo una diffusione che vada ben oltre i pub dove il consumo è prevalentemente alla spina. La birra in bottiglia diventa accessibile a tutti, anche a chi vuole gustarla a casa, magari proprio accompagnando la cena!

E se pensate che i lampi di genio di Teo finiscano qui, vi sbagliate di grosso! Dopo la nascita delle prime birre, alcune delle quali -Isaac e Wayan- dedicate ai suoi figli, la produzione aumenta e lo spazio della birreria originaria si fa troppo stretto. Arriva, nel 2000, il momento di dare lo sfratto alle galline del pollaio dei genitori per spostare proprio lì l’impianto di fermentazione, a circa 300 m dalla piazza principale di Piozzo… e se la norma impone che i locali della produzione siano “collegati”, perché non approfittare dei lavori stradali in corso ed inventarsi un vero e proprio “birrodotto” che corre sotto le strade del paese per trasportare il mosto della produzione ai locali del pollaio?! Geniale!!
Dopo poco tempo la produzione di birra artigianale Baladin diventa talmente importante che sarà necessario un nuovo trasloco, e poi un altro… fino ad arrivare l’anno scorso all’attuale sede, il nuovo birrificio proprio ai piedi della collina di Piozzo, dove stanno terminando i lavori per l’ultimo ambizioso progetto del nostro protagonista!

Nel frattempo il mondo Baladin si è arricchito di moltissime birre artigianali in grado di soddisfare tutti i gusti, sperimentando nuove materie prime e tecniche, come l’invecchiamento in vecchie botti di whisky o di vino, ma anche bibite analcoliche dal sapore vintage come il ginger, la cedrata o la spuma… per non parlare di distillati, il sidro e addirittura una birra “Open”, ovvero aperta a tutti visto che la sua ricetta è pubblicata sul sito ed è stata diffusa in modo che qualunque homebrewer possa mettersi alla prova!
Per non parlare dei locali, che sono velocemente sorti in molte città italiane, oppure di Casa Baladin, un ulteriore passo di Teo verso il suo sogno di avvicinare la birra al mondo della ristorazione e dell’ospitalità. Proprio di fronte alla birreria originaria, nella piazza principale di Piozzo, all’interno di quello che era un palazzo signorile, è nato quello che definiscono un ristorante “birrario” con camere assolutamente atipico: già il restauro originale degli spazi, con l’inserimento di molti elementi che richiamano le esperienze e i viaggi di Teo, denotano la grande personalità di questo luogo che poi si esprime a pieno nei piatti originali e ricercati abbinati alle birre Baladin.
Da gennaio 2012 un ulteriore grande passo regala alla birra artigianale Baladin la qualifica di birrificio agricolo, con l’intento di rafforzare ancora maggiormente il legame con la terra e le sue materie prime: il malto d’orzo viene prodotto nei campi di proprietà in Basilicata, mentre il luppolo in una piantagione a poca distanza dalla sede, rendendo così ancora più reale la possibilità di indipendenza totale della produzione!

Come tutte le favole che si rispettano anche questa deve avere un finale all’altezza… e direi che la creazione del “Baladin Open Garden”, ovvero il grande parco all’interno del quale si trovano il birrificio, gli uffici ed un’antica cascina che verrà ristrutturata proprio per l’occasione, è sicuramente l’evento ideale.
L’inaugurazione è prevista per il solstizio d’estate, mercoledì 21 giugno 2017 -si proprio domani!- con una grandissima festa all’insegna della condivisione, dei prodotti di qualità e dell’ottima birra artigianale… se siete in zona non fatevela scappare, qui trovate tutte le informazioni!


informazioni pratiche

La visita al birrificio e a tutti i luoghi simbolo di questa favola moderna che è il mondo Baladin è un’esperienza già di per sé incantevole!
Si svolge quasi tutte le domeniche mattina attorno alle 11.00, con partenza da Casa Baladin e termina al birrificio e all’Open Garden e tutta la storia vi verrà raccontata da alcuni dei suoi protagonisti, magari proprio da Teo: per prenotare la tua visita, iscriviti qui!

 

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Published by

Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

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