Foglia d'acero, parco de la Mauricie

#EastCanadaOntheRoad: impressioni a caldo

back home da ancora poche ore, dopo un viaggio di quelli pieni e densi di tante tantissime emozioni, cose fatte e viste, una vagonata di sciroppo d’acero… insomma, appena tornata dal canada orientale, che abbiamo attraversato con un bellissimo on the road! si comincia a svuotare la testa e a riordinare i pensieri: ecco le prime impressioni a caldo.

Il Canada è GRANDE.
Grande proprio in tutti i sensi: è vasto, qualsiasi distanza che qui in Italia/Europa consideriamo di una certa importanza, moltiplicatela almeno per 3 ed avrete più o meno l’unità di misura minima per un Canadese… ma non solo questo, grandi sono le macchine, i camion, le porzioni di cibo e le bevande; grandi sono le città, ma ancora di più le distese di boschi e foreste, gli innumerevoli laghi!
Probabilmente queste parole non vi sono nuove, le avrete sentite già molte volte abbinate al Nord America e beh, devo ammettere che corrispondono alla realtà!
La cosa che più mi ha colpito è che pur partendo preparata a questo salto di scala, il Canada è riuscito a stupirmi andando oltre quelle che potevano essere le mie aspettative…

In 14 giorni abbiamo percorso quasi 4.000km tra gli stati del Quebec e Ontario e sembra assurdo, ma il nostro itinerario non è assolutamente niente in confronto alla vastità di questo Paese.
Provo a darvi qualche numero, perché quelli sì che fanno impressione.
La superficie del Canada è pari a  9.984.670 km² – circa 33 volte l’Italia!! E non a caso è il secondo Stato al mondo per dimensioni, secondo solo alla Russia…
Il solo Ontario ha un’area uguale alla somma di Francia e Spagna… il Quebec copre da solo il 15% della superficie totale del Paese!
A fronte di tutto questo, però, la popolazione totale del Canada è di 35.749.600, ovvero poco più della metà degli Italiani! Se dividessimo i Canadesi per ogni km² della loro nazione, i 4 abitanti rischierebbero di non incontrarsi nemmeno, mentre da noi i 200 Italiani comincerebbero ben presto a pestarsi le scarpe…
Vi assicuro che questi dati non rimangono solo sulla carta. Si traducono immediatamente in villaggi sparsi su territori immensi, composti quasi esclusivamente -fuori dalle grandi città beninteso- da case unifamiliari con grandi giardini a disposizione, quando non sono vere e proprie fattorie con distese di campi al loro intorno. Per non parlare dei boschi e delle foreste che coprono buona parte del territorio canadese e che, molto spesso, vengono protette da parchi naturali dove i Canadesi adorano passare il tempo libero!!

Il bilinguismo… non è solo questione di lingua!
Non sempre ce ne ricordiamo, ma il Canada è un Paese ufficialmente bilingue, ovvero sia l’inglese che il francese sono lingue ufficiali. Poco importa se sentirete rispondervi merci solamente nel Quebec, ma guai a sottrarre questa peculiarità ai Canadesi!
Il nostro itinerario si è diviso pressoché a metà tra queste due anime: nel Quebec abbiamo avvertito molto chiaramente la memoria della cultura francese, soprattutto nelle città come Ville de Quebec e Montréal, dove ad una crêperie segue un tipico bistrot in stile parigino, una delle bevande più apprezzate è il sidro e come dentro ad un dejà-vu ci siamo sentiti di nuovo in Bretagna, tra le casette di pietra dei villaggi della costa… poi abbiamo sconfinato in Ontario, dove tutto sa di America, chiaramente a partire dalla lingua che torna ad essere l’inglese.
In città, a Toronto in primis, svettano i grattacieli di downtown e i tipici quartieri periferici con tante casette tutte uguali con in vialetto ed un bel giardino ordinato; lungo le highway il mezzo più diffuso sono pick-up di dimensioni paragonabili ad un camion e i fast-food  sono più frequenti dei servizi igienici. Ci si dimentica in fretta del sidro a favore di moltissimi micro-birrifici che offrono delle birre artigianali davvero ottime, soprattutto da accompagnare ad hamburger di ogni tipo e condimento…
Non è solo questione di lingua, viaggiare in Canada vuol dire attraversare culture e stili di vita differenti, ma quello che non cambia è l’attitudine rilassata ed accogliente che accomuna anglofoni e francofoni!

Cosa ti è piaciuto di più?!
Ecco la temutissima domanda che ogni viaggiatore teme al rientro… la risposta è sempre così difficile e vaga, sembra sempre impossibile fare una classifica di luoghi, esperienze, emozioni che riempiono un viaggio. Ma questa volta, ho una risposta!!!
L’impressionante potenza sprigionata dal salto delle Cascate del Niagara, che ti fa sentire così piccolo su quel battello che sfida la nube di vapore per raggiungere il centro del bacino del Maid of the Mist…
La vista mozzafiato sui grattacieli di Toronto dalla CN Tower, la nostra prima città verticale che ci ha fatto camminare per un pomeriggio intero con il naso all’insù, persi tra i mille riflessi sulle facciate che vanno a perdersi nel cielo variabile dell’Ontario…
L’attesa carica di emozione e curiosità dello spruzzo di una balena nelle acque freddissime del San Lorenzo, a bordo di uno zodiac e coperti da strati ci caldi maglioni e giacche a vento, e la meraviglia di ritrovarci circondati dalle foche che guizzano su e giù tra le onde…e i beluga?!
La meraviglia di scaldarsi i piedi davanti al fuoco della stufa nella nostra “tenda attrezzata” nel Parco Nazionale de la Mauricie, dove all’improvviso sembrava essere arrivato l’inverno, sconfitto con pop-corn allo sciroppo d’acero e birretta locale…
Il gusto incredibile del mio primo lobster roll gustato tra i vigneti dell’Ile d’Orlèans, per non parlare delle colazioni a base di pancackes con i mirtilli affogati nello sciroppo d’acero…
L’incredibile dejà-vu tra le stradine di Vieux Québec, che all’improvviso si è trasformata in un villaggio della mia amatissima Bretagna, con case di pietra ed un cielo da cartolina!…
La pacifica atmosfera da cittadina di provincia di Gananoque e del Parco delle 1000 isole alla foce del San Lorenzo nel lago Ontario dove abbiamo passato una giornata rilassata e dedicata alla scelta dell’isola migliore, quella con la vista più romantica e la casetta più carina…
La natura, le distese senza fine di abeti ed aceri dei parchi naturali, la meraviglia di osservare uno scoiattolo tranquillamente a spasso nei parchi cittadini, il tempo trascorso in macchina a cantare e bere caffè di Tim Hortons….
Ho forse esagerato?!

Per ora è tutto, a presto itinerario e molte altre informazioni per un viaggio indimenticabile nel Canada Orientale!

 

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Published by

Mariagiulia Bertali

Chi sono?! In realtà Mariagiulia, tutto attaccato (!), ma per semplicità e velocità Mery. 26 anni, laureata in architettura…Architetto in progress! Soprattutto, però, CURIOSA e APPASSIONATA di tutto quello che succede al di là del “paesello”.

7 thoughts on “#EastCanadaOntheRoad: impressioni a caldo

    1. Quebec è proprio un gioiellino!!!
      È un viaggio davvero bello ragazzi, molte esperienze uniche ed un clima rilassato che mi ha stupito molto!! A presto qualche dettaglio in più così vi faccio venir voglia di partire! 😉

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      1. Io ero andata malamente in fissa con il French Vanilla. E i maple pecan danish. Questi ultimi li trovo anche in Svezia, e un mia amica canadese mi spaccia il French Vanilla a pacchi ogni volta che va in Canada 😀 Tim Hortons tutta la vita!!!

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      2. Fantastica!! I danesi all’acero erano diventati la mia colazione preferita!!! Per fortuna c’è una pasticceria vicino a casa che li fa molto simili… ed in effetti li chiamano “canadesi”!
        Anche noi ci siamo portati a casa una bella busta di caffè di Tims… per ora non abbiamo una macchinetta per farcelo, ma la procureremo al più presto!

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