EnoTurismo: 3 cantine nelle Langhe

Langhe fa rima con vino.
Credo sia impensabile programmare un viaggio in questa regione d’Italia senza prendere in considerazione la forte vocazione enogastronomica che la contraddistingue: sembra che tra le sue innumerevoli colline siano racchiuse, come all’interno di uno scrigno, alcune tra le migliori eccellenze italiane in ambito food&drink! Continue reading “EnoTurismo: 3 cantine nelle Langhe”

Non solo sushi…

Beh, ormai sapete che chi vi scrive è tendenzialmente una persona estremamente golosa… ma anche curiosa ed interessata a scoprire un Paese ed un popolo attraverso la propria cucina.
Di conseguenza, in ogni nostro viaggio una certa importanza è destinata proprio all’avventurarsi tra piatti tipici e specialità locali. Nel caso del Giappone, poi, è stata davvero un’esperienza indimenticabile… Continue reading “Non solo sushi…”

#sapevateche: i Polacchi preferiscono la cheesecake!

Nuovo appuntamento con la rubrica mensile #sapevateche, di cui vi avevo parlato qui ovvero, una volta al mese dedicherò un articolo ad una curiosità, più o meno sconosciuta, portata a casa da qualche viaggio! Proprio perché viaggiamo soprattutto per conoscere un pezzettino di mondo in più… beh, come si fa a non tornare da un viaggio con qualche aneddoto-rivelazione da raccontare a chiunque si dimostri interessato?! Continue reading “#sapevateche: i Polacchi preferiscono la cheesecake!”

15. Dicembre _ I “gattini” svedesi

Ve ne ho parlato un paio di giorni fa a proposito di Santa Lucia e delle tradizioni svedesi legate a questa festa… e mi son detta, perché non suggerirvi un’altra ricettina per allietare e addolcire questi giorni di Avvento?! A differenza della Kouign-Amann bretone, che avevo solo assaggiato a Saint-Malô, queste brioscine le ho preparate anch’io: sono davvero semplici e molto gustose, quindi buttatevi!!

Letteralmente “Lussekatter”, il nome di questo dolce tipico legato alla festività del 13 Dicembre, significa “gatti di Lucia”, sebbene il nome sembra in realtà provenire da una leggenda tedesca che ha a che fare con niente pò pò di meno che Lucifero. La storia narra che il diavolo sia apparso sotto le sembianze di un gatto per aggredire dei bambini buoni, ai quali Gesù stava regalando dei dolci e biscotti. Per tenerlo lontano, questi dolci vennero quindi colorati di giallo con lo zafferano per ricordare la tonalità del sole e della luce e scacciare le tenebre all’interno delle quali Lucifero si nascondeva.

Zafferano?! Eh sì, è questo l’ingrediente segreto della ricetta che renderà i vostri dolcetti non solo colorati ma anche molto profumati… ecco la ricetta “originale” svedese, trovata su Diario Nordico, un blog che sa di boschi svedesi e atmosfera nordica!

INGREDIENTI:

50G LIEVITO FRESCO;
200G BURRO NON SALATO;
500G LATTE;
1 TUORLO D’UOVO;
1/2G ZAFFERANO;
170G ZUCCHERO
1KG FARINA CIRCA;
UVA PASSA QUANTO BASTA

PREPARAZIONE

Sbriciolare il lievito in un contenitore per impasti. Sciogliere il burro, unire il latte e scaldate, senza arrivare ad ebollizione. Verificando che non sia troppo caldo, versare una parte del liquido sul lievito per scioglierlo. Aggiungere la restante parte dei liquidi, lo zafferano, lo zucchero. Impastare il composto, aggiungendo via via la farina fino a che l’impasto non è più appiccicoso e si stacca dai bordi del contenitore. Attenzione, l’impasto deve comunque rimanere morbido!
Far lievitare per circa 2 ore. Una volta aumentato di volume, impastare ancora un poco per amalgamare bene il tutto. Suddividete il composto in palline di ca 4-5 cm di diametro. Allungate ciascuna pallina fino a formare delle stringhe di circa 2o cm di lunghezza. Formate i Lussekatter arrotolando le stringhe in modo da formare una sorta di “S”.

Posizionare i dolci sulla teglia e mettere gli “occhietti” dei gattini con l’uvetta ben spinta nella pasta. far lievitare ancora una decina di minuti sotto un tovagliolo umido e spennellare infine con il tuorlo d’uovo sbattuto.
Infornare a 200° per circa 8/10 minuti o comunque fino a che non saranno dorati in superficie.
Sfornate e gustateli appena tiepidi!


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

4. Dicembre _ Profumo di burro…

Quarta “finestrella” e altro classico natalizio… i dolci! Che siano panettoni, pandori, biscottini o creme varie, sono assolutamente irrinunciabili in questo periodo, soprattutto per i golosi come me!

Anche questa volta però non troverete niente di esclusivamente natalizio, bensì un altro pezzettino di viaggio.
E visto che ormai si è capito il mio debole, vi porto nuovamente in Bretagna… nello specifico a Saint-Malô, un vero e proprio gioiello della costa settentrionale di questa regione, a poche decine di chilometri dalla ben più famosa Mont-Saint-Michel.

Non vi parlerò qui della meraviglia di questa cittadina fortificata, in balia delle maree e dall’animo profondamente parigino… vorrei però che teneste a mente queste cose, quando vi dirò che il ricordo più vivo di Saint-Malô per me rimarrà sempre il profumo intensissimo di burro che aleggiava nelle vie e nelle piazze del centro!
Burro?!?! Ebbene sì, cominciamo con il dire che tra Bretagna e Normandia ci troviamo di fronte ai consumatori record di burro probabilmente del pianeta. Lo infilano dappertutto, i biscotti tipici trasudano burro da tutti i pori e sarà impossibile non mangiarli senza che vi lascino le punte delle dita appiccicaticce, ma estremamente profumate per giorni!! Non stupitevi, quindi… non potrete fare a meno di non sballare i vostri esami del colesterolo al termine di un viaggio in Bretagna!

Una delle responsabili di questa profusione di dolcezza è una torta tipicamente bretone. Il suo nome impronunciabile è Kouign-Amann e significa letteralmente “Dolce di burro”… servono altre spiegazioni?! Nei negozietti e pasticcerie dei villaggi della Bretagna sarà ancora più facile da incontrare in formato mignon, o come direbbe qualche chef, monoporzione, senza che questo però la sollevi dalla massiccia presenza di burro e zucchero!! In poche parole è una torta o tortina a base di pasta sfoglia, imbevuta-immersa-sprofondata sotto strati e strati di?! Burro e zucchero, che domande…
Ci sono pochi aggettivi all’altezza della Kouign-Amann: goduriosa, calorica ed eccezionale.

Sua burrosità la Kouign-Amann

Capita poi, che nello sbirciare tra le cartoline da portare a casa -sono un’appassionata di cartoline, che per lo più non spedisco ma mi porto con me e conservo insieme ai vari souvenirs– ne trovi una serie carinissima che, oltre ai colorati e divertenti disegni tipicamente bretoni, riporta la ricetta dei dolci tradizionali della regione. La Kouign-Amann non poteva mancare, ed allora eccola qui… perché non provarla come alternativa ai soliti biscottini di Natale?!

INGREDIENTI:

170G FARINA;
3G LIEVITO FRESCO;
150G BURRO;
110G ZUCCHERO;
1 TUORLO;
UN PIZZICO DI SALE;
ACQUA QUANTO BASTA

PREPARAZIONE

Versare la farina in un contenitore, facendo la classica fontanella al centro e aggiungere un pizzico di sale. Sciogliere il lievito in 3 cucchiai di acqua tiepida, versare il tutto nella fontanella della farina. Impastare per 5 minuti e poi fare una palla con la pasta ottenuta. Lasciar riposare per 30 minuti.
Infarinare il piano di lavoro, spianare la pasta con le mani. Distribuire il burro ammorbidito sulla pasta, in un solo strato spesso e regolare. Aggiungere lo zucchero sopra lo strato di burro. Ripiegare la pasta con lo strato di burro e zucchero in 3, in modo da formare un rettangolo allungato. Attenzione ad evitare che burro e zucchero fuoriescano. Stendere di nuovo la pasta con le mani e ripeter l’operazione delle pieghe. Far riposare per 15 minuti. Dare alla pasta una forma circolare e posizionarla dentro una teglia imburrata. Inciderla a losanghe con una forchetta e spennellarla con il tuorlo d’uovo.
Infornare a 210° e cuocere per 30-40 minuti, spennellando il lato superiore del dolce con il burro che scapperà dalla pasta. Spolverizzare di zucchero e degustare tiepida!

Le monoporzioni in una tipica vetrina bretone

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