21. Dicembre_ A che punto siete con la letterina?!

Ormai ci siamo davvero vicini.. Natale è alle porte e bisogna cominciare a pensare alle cose davvero importanti: A che punto siete con la letterina?! Vi siete ricordati di scriverla e spedirla, vero… Continue reading “21. Dicembre_ A che punto siete con la letterina?!”

Annunci

20. Dicembre _ Natale al Nord…

Vi ho mai parlato della Norvegia?!
Ho il vago sentore di aver già spifferato qualcosa a proposito di questo Paese… giusto quelle due o tre informazioni e impressioni post corsa verso Capo Nord di quest’estate. E credo che sia anche emerso il mio amore per alcuni luoghi e caratteristiche, come i fiordi e le Isole Lofoten…

C’è poi un’intera area della Norvegia che secondo me è letteralmente il luogo ideale per trascorrere le feste di Natale, grazie all’atmosfera da vero e proprio profondo Nord… sto parlando della Norvegia del Nord, o Northern Norway, composta da alcune regioni come il Nordland, il Troms -la regione di Tromsø- e il Finnmark, la più settentrionale terra norvegese, dove si trova niente po’ po’ di meno che Capo Nord.

La prima associazione che viene in mente pensando a queste regioni situate oltre il Circolo Polare Artico sarà sicuramente per molti il fenomeno unico dell’aurora boreale, di cui vi ho tra l’altro già parlato qui… ma, come ci ricorda il portale del turismo norvegese VisitNorway con l’hastag #Nonsoloaurora, la Norvegia ha anche molto altro da offrire in questo periodo invernale…

Innanzitutto le regioni settentrionali, che durante l’inverno sono coperte da una romanticissima coltre di neve, sono ricche di cittadine e realtà urbane molto interessanti.
Come vi ho raccontato le isole Lofoten rappresentano quasi in ecosistema a sé, ricco di possibilità ed esperienze diverse. Dalla visita dei principale centri come Reine, Svolvær  e molti altri, alle varie attività come le escursioni in gommone nel Trollfjiord, le uscite di pesca con i pescatori locali, la possibilità di sciare sulle montagne delle isole, ma anche molti musei sulla storia e le tradizioni vichinghe.

Oltre a queste isole una tappa assolutamente imperdibile è la città norvegese più settentrionale, Tromsø, che si trova nella sua parte storica interamente costruita su un’isola collegata alla terraferma tramite un ponte. Si tratta di un centro urbano di dimensioni comunque contenute, ma dalla grande vitalità ed identità.
Il centro è davvero delizioso ed arricchito da molti locali e ristoranti dove assaggiare la cucina locale; la città offre anche la possibilità di visitare un museo interamente dedicato all’Artico, il Museo Polare, mentre chi è interessato al fenomeno dell’aurora boreale non potrà farsi mancare una visita a Polaria e al più grande planetario di Norvegia.

La regione di Tromsø è, inoltre, particolarmente adatta anche per chi cerca un’avventura nella natura. Una vasta scelta di tour ed escursioni con slitte trainate da cani o addirittura renne, ciaspolate, ma anche safari alla ricerca delle meravigliose balene nel freddissimo Mare di Norvegia aspetta chi vuole immergersi nel paesaggio norvegese; mentre per chi cerca un’esperienza più soft a poca distanza dal capoluogo si trova il Polar Park Arctic Wildlife Centre, a Bardu, per cercare di avvistare lupi, orsi, linci, volpi artiche, alci, renne e chi più ne ha più ne metta… che lì vivono in semilibertà.

Spingendosi sempre più a nord, le terre desolate del Finnmark lasceranno sempre meno spazio agli insediamenti urbani, ma ammirare gli altopiani completamente spogli e coperti di neve deve essere sicuramente uno spettacolo unico. Capo Nord anche d’inverno riserva molte possibilità, dalle escursioni in slitta ai safari per la pesca del granchio reale nel Mar di Barents, la scoperta delle comunità sami, fino ad esperienze più estreme come soggiornare nell’hotel di ghiaccio più settentrionale ad Alta!

Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta… e per scoprire quale può essere l’itinerario su misura per voi non vi resta che fare un questo semplicissimo test a cura di Visit Norway… che personaggio artico siete?!


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

17. Dicembre _ Natale around the world…

Ci siamo quasi ormai, Natale si sta avvicinando…a che punto siete con i preparativi?! Addobbi, regali, menù…
Per me Natale è sinonimo di famiglia, un bel pranzo tutti insieme, qualche dolce e regalo per dirsi ancora una volta che è proprio bello stare insieme… L’atmosfera di solito è sempre più o meno la stessa: freddino fuori, qualche volta anche la neve, stufa o camino acceso in casa, lucine e addobbi in bella vista!

Ma il Natale non è così per tutti… come lo si festeggia in giro per il mondo?! Ok, in Europa e in Nord America più o meno la storia non cambia, le tradizioni si sono abbastanza diffuse e pur mantenendo qualche particolarità, per esempio nei dolci e nelle portate tipiche o nei riti natalizi, se dovessi parlare di Natale con un canadese, un finlandese o un portoghese penso che ci capiremmo benissimo!

E in Asia, nell’emisfero boreale dove a Natale è piena estate che succede?!

NATALE IN SUD AMERICA

Beh, innanzitutto lì è estate…e direi che non è un dettaglio insignificante! Quindi niente neve, ma anche un altro simbolo del Natale non risponde all’appello: l’abete, tradizionalmente usato per l’Albero di Natale, non è assolutamente diffuso nei paesi sud americani; ha molto più successo il Presepe, quindi.
Nei paesi di tradizione ispanica, i bambini ricevono i doni non il 25 dicembre, bensì il 6 gennaio, sebbene ormai anche questa tradizione stia diventando più debole. In Messico, il giorno di Natale viene organizzato il divertente gioco della “pinata”simile alla nostra “pignatta”: i bambini devono colpire con un bastone dei contenitori in terracotta molto colorati per farne fuoriuscire il contenuto!
In Brasile si concentrano influenze e culture molto variegate: anche il Natale assume i tratti divertenti e giocosi di altre feste, con spettacoli di fuochi d’artificio, sfilate ed effetti speciali.

NATALE IN ASIA

Nel continente asiatico il Natale viene festeggiato come ricorrenza religiosa principalmente nei paesi con una forte presenza di comunità cristiane, come le Filippine, la Corea del Sud e il Vietnam, mentre altri Paesi, influenzati dallo stile di vita americano, ne hanno assorbito esclusivamente lo spirito commerciale.
Le celebrazioni religiose non si discostano molto da quelle tradizionali europee: in molti casi la Messa di Mezzanotte diventa l’occasione per i Battesimi. Il giorno di Natale ci si ritrova per il tradizionale pranzo e scambio di regali.
Nei Paesi in forte sviluppo come la Cina e Singapore prevalgono gli aspetti commerciali della festa natalizia: sarà molto facile osservare nelle principali città i tradizionali addobbi e tantissimi Babbo Natale. I bambini cinesi sono soliti preparare l'”albero di luce”, l’equivalente del nostro Albero di Natale addobbato con le tradizionali lanterne cinesi.
In Giappone Il Natale non è festa nazionale e la versione giapponese di Babbo Natale è Hotei-osho, un monaco Buddista. Durante il periodo natalizio i giapponesi sono soliti decorare le loro case con piante sempre verdi.

NATALE IN AFRICA

La presenza cristiana è notevolmente diffusa in tutta l’Africa e pertanto il Natale è una festa sentita in moltissimi di questi Paesi, sebbene con riti e tradizioni diverse vista la vastità del continente africano. Inoltre, in Africa il Natale coincide con il termine della raccolta del cacao e in molti Stati viene festeggiato il 7 Gennaio, in accordo con il calendario della Chiesa Ortodossa Copta.
Anche qui si deve rinunciare al tradizionale abete, ma speso vengono addobbate le ben più diffuse palme, come in Liberia! In Sud Africa, dove le tradizioni occidentali hanno avuto più spazio, si ritrovano molti dei tratti distintivi del periodo natalizio “all’occidentale”.
La questione climatica, anche in Africa è estate a Natale, fa sì che il pranzo venga consumato all’aperto, magari in spiaggia. Lo spirito natalizio anche qui non cambia: l’importante è stare insieme e condividere con gioia quello che si ha.

NATALE IN OCEANIA

Ancora una volta si parla di Natale estivo!
In Australia, dove i festeggiamenti natalizi sono arrivati con i coloni inglesi, la tradizione vuole che il pranzo venga consumato in spiaggia, in genere a base di barbecue di pesce. Gli addobbi sono spesso realizzati con mazzi di Christmas bush, arbusti locali dalle foglie verdi e fiori rossi.
E con un po’ di attenzione è possibile scorgere Babbo Natale a bordo del suo… surf!!!

 


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

15. Dicembre _ I “gattini” svedesi

Ve ne ho parlato un paio di giorni fa a proposito di Santa Lucia e delle tradizioni svedesi legate a questa festa… e mi son detta, perché non suggerirvi un’altra ricettina per allietare e addolcire questi giorni di Avvento?! A differenza della Kouign-Amann bretone, che avevo solo assaggiato a Saint-Malô, queste brioscine le ho preparate anch’io: sono davvero semplici e molto gustose, quindi buttatevi!!

Letteralmente “Lussekatter”, il nome di questo dolce tipico legato alla festività del 13 Dicembre, significa “gatti di Lucia”, sebbene il nome sembra in realtà provenire da una leggenda tedesca che ha a che fare con niente pò pò di meno che Lucifero. La storia narra che il diavolo sia apparso sotto le sembianze di un gatto per aggredire dei bambini buoni, ai quali Gesù stava regalando dei dolci e biscotti. Per tenerlo lontano, questi dolci vennero quindi colorati di giallo con lo zafferano per ricordare la tonalità del sole e della luce e scacciare le tenebre all’interno delle quali Lucifero si nascondeva.

Zafferano?! Eh sì, è questo l’ingrediente segreto della ricetta che renderà i vostri dolcetti non solo colorati ma anche molto profumati… ecco la ricetta “originale” svedese, trovata su Diario Nordico, un blog che sa di boschi svedesi e atmosfera nordica!

INGREDIENTI:

50G LIEVITO FRESCO;
200G BURRO NON SALATO;
500G LATTE;
1 TUORLO D’UOVO;
1/2G ZAFFERANO;
170G ZUCCHERO
1KG FARINA CIRCA;
UVA PASSA QUANTO BASTA

PREPARAZIONE

Sbriciolare il lievito in un contenitore per impasti. Sciogliere il burro, unire il latte e scaldate, senza arrivare ad ebollizione. Verificando che non sia troppo caldo, versare una parte del liquido sul lievito per scioglierlo. Aggiungere la restante parte dei liquidi, lo zafferano, lo zucchero. Impastare il composto, aggiungendo via via la farina fino a che l’impasto non è più appiccicoso e si stacca dai bordi del contenitore. Attenzione, l’impasto deve comunque rimanere morbido!
Far lievitare per circa 2 ore. Una volta aumentato di volume, impastare ancora un poco per amalgamare bene il tutto. Suddividete il composto in palline di ca 4-5 cm di diametro. Allungate ciascuna pallina fino a formare delle stringhe di circa 2o cm di lunghezza. Formate i Lussekatter arrotolando le stringhe in modo da formare una sorta di “S”.

Posizionare i dolci sulla teglia e mettere gli “occhietti” dei gattini con l’uvetta ben spinta nella pasta. far lievitare ancora una decina di minuti sotto un tovagliolo umido e spennellare infine con il tuorlo d’uovo sbattuto.
Infornare a 200° per circa 8/10 minuti o comunque fino a che non saranno dorati in superficie.
Sfornate e gustateli appena tiepidi!


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

14. Dicembre _ Natale British style!

Avvento fa chiaramente rima con inverno, freddo che progressivamente diventa insopportabile, nuvolette di vapore che escono dalla bocca ad ogni parola, bidoni di cioccolata calda e quindi… quale migliore idea per una serata pre-natalizia che un cinema calduccio, un po’ di pop-corn ed un film?!

“Il sapore del successo”, film nelle sale attualmente con Bradley Cooper e Sienna Miller tra i protagonisti, è un’ottima idea per trascorrere una bella serata. Il film è a tema “alta cucina”, racconta la storia ed il riscatto di uno chef 2 Stelle Michelin caduto in disgrazia, vittima di alcool e droga. Dopo un periodo di espiazione in Luisiana a pulire 1.000.000 di ostriche (?!), Adam Jones decide che è il momento di ripartire e conquistare la terza stella con il suo nuovo ristorante a Londra. Rimette insieme la brigata dei tempi parigini con l’aggiunta di una bellissima Sienna Miller e punta tutto sulla sua seconda chance, capendo finalmente che l’unica ricetta per il successo è affidarsi agli altri e lavorare in squadra.

Il film è davvero carino e al di là del tema cucina, che oggi è a dir poco inflazionato, la vera chicca è l’ambientazione: Londra! La capitale inglese è un’ulteriore protagonista della sceneggiatura, non solo il luogo in cui la vicenda si svolge. Bradley Cooper-Adam Jones la percorre in lungo e in largo: dai ristoranti iper-chic della City e del centro città, ai mercati all’ingrosso delle periferie dove scova i prodotti più freschi per le sue portate, ai negozi etnici di Camden Town per gli ingredienti più originali, fino ai food truck sparsi per i quartieri più diversi e meno frequentati… e poi tantissime panoramiche dello skyline della città!

Sarà che per me Londra rimane una delle mete più adatte al periodo natalizio… lucine, addobbi, shopping, atmosfera ideale per trascorrere qualche giorno in pieno stile Christmas!!
Innanzitutto, non si può venire a Londra a Natale senza concedersi un po’ di shopping, che sia Harrods, i meravigliosi negozi di Bond Street, Oxford Street e Mayfair, l’artigianato e l’antiquariato di Notting Hill o… i classici mercatini di Natale che anche qui non possono mancare. E Londra fa le cose davvero in grande: recatevi, infatti, a Hyde Park dove per l’occasione viene allestito un vero e proprio villaggio di Natale, Winter Wonderland, dove oltre alle bancarelle di regali potrete gustare tutte le specialità culinarie natalizie, intrattenervi con musica dal vivo e pattinare sulla pista di ghiaccio.

Per le cinque, non dimenticatevi di concedervi la più british delle tradizioni… cercate una bella sala da thé o un caratteristico locale a Soho e gustate un’ottima miscela inglese, accompagnata da qualche biscottino burroso!
Una tappa che, assolutamente, non potrete dimenticare è Covent Garden, uno dei miei posti preferiti a Londra! Il classico mercato coperto in mattoni e copertura in ferro e vetro, d’inverno diventa se possibile ancora più suggestivo con gli addobbi natalizi, le luci e l’albero di Natale… se non avete ancora esaurito la lista dei regali, beh approfittatene qui!!

E prima di trascorrere la serata in uno dei classici pub londinesi, non dimenticate di fare un salto a Trafalgar Square, dove potrete riscaldarvi con una bevanda calda mentre assisterete ai tradizionali canti natalizi e ammirerete lo splendido Albero di Natale, regalato anche quest’anno, come ormai dal 1947, dalla Norvegia!


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

10. Dicembre _ Statuine e capanne…

Qualche “finestrella” fa abbiamo parlato di Alberi di Natale e non si poteva quindi non dedicare una delle tappe di questo Calendario dell’Avvento all’altra grande tradizione: il Presepe, o Presepio.

Si dice che il primo in assoluto sia stato allestito da San Francesco nel 1223 a Greccio; sicuramente l’usanza di rappresentare la scena della Natività di Gesù è profondamente radicata nella cultura medievale cattolica ed ha visto nel corso dei secoli grande successo, con la nascita addirittura di vere e proprie “scuole”, come quella napoletana.
Se nella maggior parte dei casi l’allestimento del Presepe richiede la disposizione delle statuine dei personaggio coinvolti nella vicenda della nascita all’interno di uno scenario realistico, sono altrettanto diffusi i cosiddetti “Presepi viventi”, dove la Natività viene inscenata da persone in carne ed ossa. 

A volte, parlando di usi e costumi natalizi sembra che ci siano due schieramenti: i pro-Albero, ovvero chi dedica la sua attenzione all’addobbo sfrenato di poveri piccoli abeti che sembrano soccombere sotto quintali di palle, palline, fiocchi, oggettini vari… e, all’angolo opposto del ring, i fan del Presepe, romantici appassionati di miniature e congegni sofisticatissimi per la transizione notte-giorno o per lo scorrimento dell’acqua, che se potessero trasformerebbero l’intera casa e pure la moglie in una statuina!!
A casa mia, questi due lati hanno da sempre mantenuto un buon equilibrio: da un lato l’albero colorato e divertente e sul primo ripiano del mobile del salotto il Presepio, a cui mio padre si è dedicato nella costruzione di una bellissima capanna con tanto di attrezzi del mestiere in legno… insomma, un bellissimo compromesso.

E se ho suggerito alcuni Alberi di Natale “illustri”, non si può non fare lo stesso anche con i Presepi, in questo caso tutti italiani… Premetto anche, che in questo caso ogni chiesa in questo periodo contiene al suo interno dei piccoli capolavori, se siete appassionati non potrete che cominciare un vero e proprio tour nei paesi e nelle città attorno a voi e rimarrete sorpresi della bellezza di ognuno di essi.

PRESEPE DI MANAROLA, GENOVA

Non stupitevi, oltre all’Albero di Natale più grande del mondo, noi italiani deteniamo lo stesso record anche per quanto riguarda i Presepi. A Manarola, infatti, una delle Cinque Terre, viene illuminato ogni anno nel periodo natalizio il più grande Presepio al mondo: realizzato sui terrazzamenti alle spalle del magnifico borgo ligure, è composto da oltre 300 figure a grandezza naturale illuminate con oltre 8 km di cavi elettrici e 17000 lampadine. È stato ideato e costruito da un ex ferroviere, Mario Andreoli, e si inserisce perfettamente nella cornice già meravigliosa di questo angolo di Liguria, che amo moltissimo.

PRESEPE NAPOLETANO

Ok, non sto parlando di un Presepe nello specifico, ma di una vera e propria “scuola”. Il Presepe Napoletano, diffuso in tutto il Sud Italia, si caratterizza per la sfarzosità e la ricchezza, sia delle statuette che delle ambientazioni; tradizionalmente realizzate in terracotta, oggi le statuine sono prodotte in plastica, ma con ancora l’attenzione per la caratterizzazione di ogni personaggio, tanto che alcune delle figure sono diventate dei veri e propri simboli della tradizione napoletana, come il “pastorello” Benino o Benito, il vinaio, il pescatore, la meretrice…
Via San Gregorio Armeno a Napoli è sicuramente il cuore pulsante del Presepe Napoletano, essendo il luogo in cui si concentrano le botteghe artigiane più note di presepi… una passeggiata in questa strada deve essere un vero e proprio tuffo nella maestria degli artigiani e nella tradizione.

Via San Gregorio Armeno
Un esempio di Presepe Napoletano

PRESEPE VIVENTE DI MATERA

 Non si poteva escludere almeno un esponente della categoria Presepi viventi… e devo dire che la mia scelta non ha potuto ignorare una delle location probabilmente più adatte al mondo: Matera, in Basilicata!
Lo scenario estremamente suggestivo dei Sassi ospiterà circa 400 figuranti, i visitatori potranno percorrere un itinerario segnalato da stelle luminose e così ammirare la rappresentazione delle varie scene sacre.
Quest’anno il Presepe Vivente di Matera sarà ammirabile dal 4 all’ 8 dicembre, il 13 e dal 19 al 20, per poi riprendere dall’ 1 al 3 Gennaio 2016, con temi differenti per le varie sessioni.
Se come me, anche voi partireste molto volentieri per ammirare questa meraviglie in una delle città più uniche al mondo, potrete trovare un po’ di informazioni utili qui!