17. Dicembre _ Natale around the world…

Ci siamo quasi ormai, Natale si sta avvicinando…a che punto siete con i preparativi?! Addobbi, regali, menù…
Per me Natale è sinonimo di famiglia, un bel pranzo tutti insieme, qualche dolce e regalo per dirsi ancora una volta che è proprio bello stare insieme… L’atmosfera di solito è sempre più o meno la stessa: freddino fuori, qualche volta anche la neve, stufa o camino acceso in casa, lucine e addobbi in bella vista!

Ma il Natale non è così per tutti… come lo si festeggia in giro per il mondo?! Ok, in Europa e in Nord America più o meno la storia non cambia, le tradizioni si sono abbastanza diffuse e pur mantenendo qualche particolarità, per esempio nei dolci e nelle portate tipiche o nei riti natalizi, se dovessi parlare di Natale con un canadese, un finlandese o un portoghese penso che ci capiremmo benissimo!

E in Asia, nell’emisfero boreale dove a Natale è piena estate che succede?!

NATALE IN SUD AMERICA

Beh, innanzitutto lì è estate…e direi che non è un dettaglio insignificante! Quindi niente neve, ma anche un altro simbolo del Natale non risponde all’appello: l’abete, tradizionalmente usato per l’Albero di Natale, non è assolutamente diffuso nei paesi sud americani; ha molto più successo il Presepe, quindi.
Nei paesi di tradizione ispanica, i bambini ricevono i doni non il 25 dicembre, bensì il 6 gennaio, sebbene ormai anche questa tradizione stia diventando più debole. In Messico, il giorno di Natale viene organizzato il divertente gioco della “pinata”simile alla nostra “pignatta”: i bambini devono colpire con un bastone dei contenitori in terracotta molto colorati per farne fuoriuscire il contenuto!
In Brasile si concentrano influenze e culture molto variegate: anche il Natale assume i tratti divertenti e giocosi di altre feste, con spettacoli di fuochi d’artificio, sfilate ed effetti speciali.

NATALE IN ASIA

Nel continente asiatico il Natale viene festeggiato come ricorrenza religiosa principalmente nei paesi con una forte presenza di comunità cristiane, come le Filippine, la Corea del Sud e il Vietnam, mentre altri Paesi, influenzati dallo stile di vita americano, ne hanno assorbito esclusivamente lo spirito commerciale.
Le celebrazioni religiose non si discostano molto da quelle tradizionali europee: in molti casi la Messa di Mezzanotte diventa l’occasione per i Battesimi. Il giorno di Natale ci si ritrova per il tradizionale pranzo e scambio di regali.
Nei Paesi in forte sviluppo come la Cina e Singapore prevalgono gli aspetti commerciali della festa natalizia: sarà molto facile osservare nelle principali città i tradizionali addobbi e tantissimi Babbo Natale. I bambini cinesi sono soliti preparare l'”albero di luce”, l’equivalente del nostro Albero di Natale addobbato con le tradizionali lanterne cinesi.
In Giappone Il Natale non è festa nazionale e la versione giapponese di Babbo Natale è Hotei-osho, un monaco Buddista. Durante il periodo natalizio i giapponesi sono soliti decorare le loro case con piante sempre verdi.

NATALE IN AFRICA

La presenza cristiana è notevolmente diffusa in tutta l’Africa e pertanto il Natale è una festa sentita in moltissimi di questi Paesi, sebbene con riti e tradizioni diverse vista la vastità del continente africano. Inoltre, in Africa il Natale coincide con il termine della raccolta del cacao e in molti Stati viene festeggiato il 7 Gennaio, in accordo con il calendario della Chiesa Ortodossa Copta.
Anche qui si deve rinunciare al tradizionale abete, ma speso vengono addobbate le ben più diffuse palme, come in Liberia! In Sud Africa, dove le tradizioni occidentali hanno avuto più spazio, si ritrovano molti dei tratti distintivi del periodo natalizio “all’occidentale”.
La questione climatica, anche in Africa è estate a Natale, fa sì che il pranzo venga consumato all’aperto, magari in spiaggia. Lo spirito natalizio anche qui non cambia: l’importante è stare insieme e condividere con gioia quello che si ha.

NATALE IN OCEANIA

Ancora una volta si parla di Natale estivo!
In Australia, dove i festeggiamenti natalizi sono arrivati con i coloni inglesi, la tradizione vuole che il pranzo venga consumato in spiaggia, in genere a base di barbecue di pesce. Gli addobbi sono spesso realizzati con mazzi di Christmas bush, arbusti locali dalle foglie verdi e fiori rossi.
E con un po’ di attenzione è possibile scorgere Babbo Natale a bordo del suo… surf!!!

 


Le immagini sono state tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.

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10. Dicembre _ Statuine e capanne…

Qualche “finestrella” fa abbiamo parlato di Alberi di Natale e non si poteva quindi non dedicare una delle tappe di questo Calendario dell’Avvento all’altra grande tradizione: il Presepe, o Presepio.

Si dice che il primo in assoluto sia stato allestito da San Francesco nel 1223 a Greccio; sicuramente l’usanza di rappresentare la scena della Natività di Gesù è profondamente radicata nella cultura medievale cattolica ed ha visto nel corso dei secoli grande successo, con la nascita addirittura di vere e proprie “scuole”, come quella napoletana.
Se nella maggior parte dei casi l’allestimento del Presepe richiede la disposizione delle statuine dei personaggio coinvolti nella vicenda della nascita all’interno di uno scenario realistico, sono altrettanto diffusi i cosiddetti “Presepi viventi”, dove la Natività viene inscenata da persone in carne ed ossa. 

A volte, parlando di usi e costumi natalizi sembra che ci siano due schieramenti: i pro-Albero, ovvero chi dedica la sua attenzione all’addobbo sfrenato di poveri piccoli abeti che sembrano soccombere sotto quintali di palle, palline, fiocchi, oggettini vari… e, all’angolo opposto del ring, i fan del Presepe, romantici appassionati di miniature e congegni sofisticatissimi per la transizione notte-giorno o per lo scorrimento dell’acqua, che se potessero trasformerebbero l’intera casa e pure la moglie in una statuina!!
A casa mia, questi due lati hanno da sempre mantenuto un buon equilibrio: da un lato l’albero colorato e divertente e sul primo ripiano del mobile del salotto il Presepio, a cui mio padre si è dedicato nella costruzione di una bellissima capanna con tanto di attrezzi del mestiere in legno… insomma, un bellissimo compromesso.

E se ho suggerito alcuni Alberi di Natale “illustri”, non si può non fare lo stesso anche con i Presepi, in questo caso tutti italiani… Premetto anche, che in questo caso ogni chiesa in questo periodo contiene al suo interno dei piccoli capolavori, se siete appassionati non potrete che cominciare un vero e proprio tour nei paesi e nelle città attorno a voi e rimarrete sorpresi della bellezza di ognuno di essi.

PRESEPE DI MANAROLA, GENOVA

Non stupitevi, oltre all’Albero di Natale più grande del mondo, noi italiani deteniamo lo stesso record anche per quanto riguarda i Presepi. A Manarola, infatti, una delle Cinque Terre, viene illuminato ogni anno nel periodo natalizio il più grande Presepio al mondo: realizzato sui terrazzamenti alle spalle del magnifico borgo ligure, è composto da oltre 300 figure a grandezza naturale illuminate con oltre 8 km di cavi elettrici e 17000 lampadine. È stato ideato e costruito da un ex ferroviere, Mario Andreoli, e si inserisce perfettamente nella cornice già meravigliosa di questo angolo di Liguria, che amo moltissimo.

PRESEPE NAPOLETANO

Ok, non sto parlando di un Presepe nello specifico, ma di una vera e propria “scuola”. Il Presepe Napoletano, diffuso in tutto il Sud Italia, si caratterizza per la sfarzosità e la ricchezza, sia delle statuette che delle ambientazioni; tradizionalmente realizzate in terracotta, oggi le statuine sono prodotte in plastica, ma con ancora l’attenzione per la caratterizzazione di ogni personaggio, tanto che alcune delle figure sono diventate dei veri e propri simboli della tradizione napoletana, come il “pastorello” Benino o Benito, il vinaio, il pescatore, la meretrice…
Via San Gregorio Armeno a Napoli è sicuramente il cuore pulsante del Presepe Napoletano, essendo il luogo in cui si concentrano le botteghe artigiane più note di presepi… una passeggiata in questa strada deve essere un vero e proprio tuffo nella maestria degli artigiani e nella tradizione.

Via San Gregorio Armeno
Un esempio di Presepe Napoletano

PRESEPE VIVENTE DI MATERA

 Non si poteva escludere almeno un esponente della categoria Presepi viventi… e devo dire che la mia scelta non ha potuto ignorare una delle location probabilmente più adatte al mondo: Matera, in Basilicata!
Lo scenario estremamente suggestivo dei Sassi ospiterà circa 400 figuranti, i visitatori potranno percorrere un itinerario segnalato da stelle luminose e così ammirare la rappresentazione delle varie scene sacre.
Quest’anno il Presepe Vivente di Matera sarà ammirabile dal 4 all’ 8 dicembre, il 13 e dal 19 al 20, per poi riprendere dall’ 1 al 3 Gennaio 2016, con temi differenti per le varie sessioni.
Se come me, anche voi partireste molto volentieri per ammirare questa meraviglie in una delle città più uniche al mondo, potrete trovare un po’ di informazioni utili qui!

8. Dicembre _ Paese che vai, Albero che trovi…

8 Dicembre, Festa dell’Immacolata = albero di Natale! Giusto??

È probabilmente la tradizione natalizia più diffusa in tutto il mondo, l’albero addobbato è diventato un simbolo condiviso, sinonimo di festa e atmosfera natalizia. Sono davvero poche le case, ma anche le piazze cittadine che rinunciano a questa presenza, che fa subito Natale e senso di unione!

Le origini dell’usanza di decorare con oggetti di vario tipo alberi nel periodo delle feste e soprattutto del solstizio d’inverno sono davvero vecchie come il mondo: culti pagani, tradizioni celtiche, ma anche i Romani utilizzavano l’albero come simbolo della vita, ed in questa accezione è stato poi recuperato anche dalla tradizione cristiana.

L’uso moderno dell’albero di Natale nasce probabilmente a Tallin, nel 1441, quando un abete fu eretto nel centro della piazza principale e attorno al quale si misero a ballare giovani uomini e donne scapoli alla ricerca dell’anima gemella. Questa tradizione fu in seguito ripresa in Germania, in Lettonia ed in altri Paesi europei di culto protestante, ma fu solo a partire da XVII secolo che la tradizione di addobbare l’albero entrò nelle case, come usanza domestica. La diffusione nell’ambito del cattolicesimo fu più difficoltosa, ma a partire dai primi anni del Novecento degli alberi di Natale diventarono gradualmente immancabili nelle case e nelle città di tutta Europa e del nord America, diventando un vero e proprio evento tradizionale.

Ed oggi, 8 Dicembre è probabilmente il giorno in cui la maggior parte degli alberi di Natale al mondo verrà addobbata!! Dietro a questa “finestrella”, allora, non potevano mancare alcuni degli alberi più originali, sorprendenti e famosi…

Iniziamo dalla guest star degli alberi di Natale, quello acceso tutti gli anni nei primi giorni di dicembre al Rockefeller Center a New York, un evento celebrato dagli Americani con spettacoli musicali ed un’atmosfera impagabile. Il primo albero allestito in questa piazza risale al 1931, quando alcuni operai allestirono un rudimentale albero nel cantiere del futuro Rockefeller Center… e pensare che la maggior parte di quei lavoratori erano emigrati italiani! Leggete qui, ne ha parlato addirittura il NY Times…

Una visita la meriterebbe anche il più grande albero di Natale al mondo, voi che dite?! E se pensate di dovervi spostare molto, vi sbagliate. Dal 1991 il Guinness dei Primati ha certificato che il record spetta all’albero di Natale di Gubbio, 7500 metri di cavi ed oltre 800 lucine colorate che disegnano sulle pendici del Monte Iginio, alle spalle della cittadina umbra, l’abete addobbato più maestoso al mondo.

La palma dell’albero di Natale più originale spetta, invece, al Chichilaki, tipico della Georgia. Si tratta di un alberello realizzato sfogliando rami di nocciolo o noce, ottenendo quindi un ramo con delle fronde arricciate molto leggero, poi addobbato con frutti secchi.

E voi, quali Alberi di Natale nel mondo considerate imperdibili?


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7. Dicembre _ Di mercato in mercatino…

Eccoci alla settima “finestrella”, ma soprattutto eccoci alle prime avvisaglie del clima di festa … ci avviciniamo all’8 dicembre, Festa dell’Immacolata e prima occasione per molti di godersi l’atmosfera natalizia. In più per alcuni si aggiungerà la ricorrenza si Sant’Ambrogio e la possibilità di fare un bel “ponte” di riposo e vacanza… non male, direi!
E quindi, che fare in questi giorni?!

MERCATINI DI NATALE

Sono decisamente un classico dell’Avvento e ormai qualsiasi città, ma anche i paesini più piccoli organizzano i propri “mercatini”. La tradizione ha, anche in questo caso, origini antichissime e legate alla tradizione della festa di San Nicola. In Alsazia e in Germania, infatti, i primi mercati di Natale, risalenti al XIV secolo, erano proprio dedicati a questo “antenato di Babbo Natale”. È evidente, quindi, che in tutta la Germania, ma anche nel Nord Europa questa tradizione sia particolarmente sentita e celebrata ancora oggi con i mercatini più affascinanti. 
In Italia, l’Alto Adige ne è sicuramente la patria indiscussa: oltre ai vasti mercatini di Bolzano e Merano, anche centri più piccoli offrono meravigliosi eventi perfettamente ambientati nei centri storici come Brunico, Vipiteno, Bressanone. Anche scendendo un po’ più a sud, a Trento, ma anche Rovereto, Arco, Riva del Garda offrono mercatini molto graziosi dove, oltre a gustare le tipiche specialità natalizie, potrete sbizzarrirvi nella ricerca dei regali di Natale.

E se ancora non avete le idee chiare su quale Mercatino di Natale visitare quest’anno, Skyscanner vi propone qui una selezione di ben 20 città in tutta Europa dove vivere questa bellissima tradizione!

WEEKEND MILANESE

Milano a Natale, siamo sicuri?!?! Ebbene sì, e proprio questi sono i giorni ideali per una visita alla città della Madonnina. Innanzitutto, oggi 7 Dicembre è Sant’Ambrogio, patrono della città e quindi festa per tutti i Milanesi. Milano è già perfettamente addobbata per il Natale, il tradizionale albero carico di lucine e cristalli troneggia nella Galleria Vittorio Emanuele II e ogni angolo della città diventa estremamente romantico. Ma se questo non vi basta, proprio in questo fine settimana ben due eventi ormai diventati “classici di Natale” aspettano migliaia di visitatori.
Il primo è realmente un pezzo della storia milanese: la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! era il tradizionale mercato che veniva organizzato in occasione della festa del patrono, Sant’Ambrogio appunto, nella zona dell’antica basilica di Santa Maria Maggiore già nel 1200. La festa venne poi rafforzata da un ulteriore episodio: nel 1500, infatti, Giannetto Castiglione, inviato dal Papa per riaccendere la fede dei Milanesi e temendo di non essere accolto benevolmente in città, decise di accompagnare il suo arrivo a Milano, proprio il 7 Dicembre, con una distribuzione di doni, dolciumi e giocattoli, ai bambini presenti nella folla che accoglieva il corteo. Da allora venne organizzata ogni anno una fiera con bancarelle di dolciumi, giocattoli, vestiti e soprattutto prodotti enogastronomici.
Anche il nome deriva da questa vicenda: Oh Bej! Oh Bej!  deriva dalle esclamazioni di gioia dei bambini che ricevevano i doni di Giannetto Castiglione; in italiano questa espressione lombarda significa, infatti, “Oh belli! Oh belli!”
Oggi la fiera ha solo in parte mantenuto le caratteristiche storiche: innanzitutto il luogo che la ospita è passato dall’originale Piazza dei Mercanti alla zona adiacente la Basilica di Sant’Ambrogio, dove rimase per ben 120 anni, e dal 2006 fu spostata presso il Castello Sforzesco. Anche la natura delle bancarelle è stata in parte snaturata, con una grande abbondanza di prodotti d’artigianato, antiquariato e dolciumi.
Se capitate a Milano non fatevi sfuggire l’occasione di una passeggiata nella bella cornice del Castello e chi sa mai che non troviate proprio qui l’idea per i vostri regali.

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Se non siete soddisfatti dei vostri acquisti, questo weekend milanese vi offrirà un’altra occasione. Sono ormai parecchi anni che proprio in questi giorni viene organizzata quella che potremmo definire la versione contemporanea degli Oh Bej! Oh Bej! Alla fiera di Rho, infatti, troverete l’annuale edizione di “Artigiano in fiera” che quest’anno dura dal 5 al 13 Dicembre. Si tratta di un immenso mercato di prodotti dell’artigianato provenienti da tutto il mondo. I tantissimi padiglioni occupati sono suddivisi in Paesi e zone geografiche: potrete, quindi, passeggiare in Giappone e un attimo dopo ritrovarvi in India o in Marocco… Si tratta sostanzialmente di una fiera-mercato, dove quindi potrete comprare bellissimi regali di tutti i tipi, oltre che gustare le specialità locali presentate dai ristoranti o stand dei vari Paesi. Ben due interi padiglioni sono dedicati all’Italia, suddivisa per regioni e le bancarelle offrono grande varietà tra oggetti d’artigianato, alimentari, abbigliamento, profumeria…eccetera eccetera!
Dire che potrete tranquillamente passarci tutta la giornata è quasi superfluo, ma ricordatevi che se volete fermarvi anche a cena, conviene prenotare nel ristorante da voi prescelto perché l’affluenza è ogni anno maggiore e le code rischiano di avvicinarsi a quelle di Expo!!
Ah, dimenticavo… l’ingresso è completamente gratuito e la zona della fiera è perfettamente servita dai mezzi pubblici, sia metropolitana che passante ferroviario, oltre alla presenza di numerosi parcheggi in corrispondenza dei principali accessi.

Che aspettate?! Mettetevi in marcia…


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6. Dicembre _ E se Babbo Natale arrivasse oggi?!

E se Babbo Natale arrivasse oggi?!
Beh, se abitassi in Germania o il Olanda non sarebbe così strano, anzi… sarebbe proprio il giorno giusto per aspettarsi qualche regalo!

La tradizione di Babbo Natale deve infatti la sua nascita ad un’altra figura: San Nicola o Nicolò, vescovo di Myra, le cui reliquie sono conservate anche a Bari e Venezia, in Italia. La tradizione vuole che durante la sua attività apostolica, il Vescovo si sia distinto per molti miracoli a favore di bambini, ragazzi e ragazze: per questo motivo viene definito il “Santo dei Bambini”.
Così, in occasione della sua festa, proprio il 6 Dicembre, si diffuse in molti paesi europei, soprattutto al Nord, l’usanza di attribuire a San Nicola il ruolo di dispensatore di doni ai bambini che, durante l’anno, si fossero comportanti bene. La leggenda vuole che il santo si sposti avvolto in un mantello rosso in sella ad un cavallo durante la notte, recapitando regali e dolciumi nelle case dei bambini.

Fu solo in seguito alle grandi ondate migratorie negli Stati Uniti a decretare la nascita di Babbo Natale… Gli emigranti olandesi, infatti, portarono con sé la tradizione della consegna dei regali da parte del loro Sinter Klaas, trasformato in breve tempo in Santa Claus, così come il giorno prescelto che venne fatto coincidere con il giorno di Natale, 25 Dicembre.

Nonostante questo, la tradizione dell’arrivo di San Nicola o Nicolò il 6 Dicembre è tuttora viva in molti Paesi europei. In Germania, Austria, Olanda, in Francia soprattutto in Alsazia e Lorena, ma anche in tutti i paesi nordici come Islanda, Danimarca e anche spostandoci verso est, in Polonia, Repubblica Cieca e Russia i bambini la sera del 5 e per tutto il giorno successivo aspettano l’arrivo dei doni lasciati dal santo nelle calze lasciate fuori dalla porta o dalle finestre. Anche in Italia, soprattutto in Alto Adige la tradizione germanica è fortemente radicata. In tutti questi paesi la notte tra il 5 e il 6 Dicembre vengono organizzate delle processioni e delle feste che celebrano l’arrivo di San Nicola.

L’arrivo di San Nicola ad Amsterdam

Ma il fascino di questo Santo non si ferma qui… San Nicola è infatti, oggi, patrono della Grecia, della Russia e della Lorena, ma anche di città come Ancona, Bari, Merano, Sassari, Venezia e della Sicilia. Una figura che riesce ad unire culture, realtà geografiche e popoli così diversi fra loro e per questo considerato un “Santo senza frontiere”, portatore di pace e unità tra cristiani cattolici, ortodossi e protestanti.

La vicenda della traslazione della sua salma, da Myra a Bari, ha inoltre del leggendario. Nel corso del XI secolo, l’Asia minore cadde sotto il dominio dei Turchi, mentre la Puglia era dominata dai Normanni, che desiderosi di dimostrare la propria audacia, indissero la spedizione che partita da Bari trafugò le spoglie del Santo fino a quel momento conservate nella città orientale. Una volta giunte in Puglia, furono inizialmente conservate nella Chiesa di San Benedetto e poi definitivamente conservate nella Basilica di San Nicola, costruita appositamente in un magnifico esempio di romanico pugliese.
Attenzione, però, a Bari San Nicola non porta doni e viene festeggiato in primavera, il 9 maggio, anniversario dell’arrivo della salma del Santo in Puglia. Nei giorni precedenti in città si svolge una sagra, durante la quale giungono a Bari molti pellegrini provenienti da svariate zone, si organizza un corteo storico in costume medievale e si culmina con la celebrazione dello sbarco della salma nel porto di San Giorgio e la sua collocazione all’interno della Basilica.

Appuntamento da non perdere per la prossima primavera!!

La festa di San Nicola a Bari

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